Ronald Weinland

Capitolo 8: I GIORNI SANTI DI DIO RIVELANO IL SUO PIANO

Questo libro si è concentrato su quelle cose che ci stanno conducendo ad una terza guerra mondiale. Negli ultimi 6.000 anni la storia dell’umanità è stata afflitta da guerre. Ma ora siamo alla soglia di entrare in una nuova era in cui non ci saranno più guerre – mai più!

Sebbene studiosi ed educatori discutano da quanto tempo l’umanità è sulla terra, Dio rivela che ora siamo alla fine di 6.000 anni di autogoverno. Egli inoltre rivela che stiamo per entrare in una nuova ed eccitante era nei prossimi 1.000 anni in cui il Suo Regno regnerà sulla terra su tutte le nazioni.

Nel corso di quest’era che sta per essere introdotta, non ci sarà alcun tipo di governo umano. Dio rimuoverà ogni forma di socialismo umano, di totalitarismo e comunismo, come pure le oligarchie, aristocrazie, dittature, democrazie e qualsiasi altro tipo di governo inventato dall’uomo.

Nel corso di questi millenni il mondo è stato ignaro sul perché Dio ha creato gli esseri umani o sul Suo piano nell’averlo fatto. Ma sono proprio i Giorni Santi di Dio, sia settimanali che annuali, che rivelano il Suo piano e scopo nell’averci creati. L’insistenza umana nel mantenere le proprie osservanze festive è proprio ciò che l’ha tenuta nell’oscurità.

I Giorni Santi di Dio rivelano perché all’umanità fu data inizialmente una vita temporanea. Ma fin dall’inizio Dio ha determinato che la stragrande maggioranza dell’umanità debba vivere per due volte una vita fisica. Dio ha assegnato un periodo di 7.000 anni per la nascita di tutti gli esseri umani e durante questo stesso periodo di tempo sono destinati a morire. Ma Egli ha anche messo da parte altri cento anni, che seguiranno questo primo periodo, in cui la stragrande maggioranza di tutti coloro che sono mai vissuti saranno resuscitati alla vita fisica ancora una volta.

I Giorni Santi di Dio sono eccitanti quando si arriva a comprendere lo scopo di questo Suo piano così incredibile che abbraccia un arco di 7.100 anni. Questo arco di tempo di esistenza umana viene rivelato nella sua totalità attraverso questi Giorni Santi. Ma ciò che c’è al di là di questo periodo è ancora più incredibile e va ben oltre l’immaginazione umana.

Fu nella notte di Pasqua del giorno in cui Cristo sarebbe stato messo a morte che disse al Padre in una delle sue preghiere: “La tua parola è verità”. Dio è la fonte di tutto ciò che è vero e assoluto. Questo libro si è proposto di illuminare le verità che Egli ha rivelato attraverso la Sua Chiesa.


Perché tanta confusione religiosa?

Come questo libro ha già dimostrato, ci sono molte idee contrastanti su Dio e su quale sia il Suo scopo nell’aver creato gli esseri umani. La gente e confusa, ha spesso sentimenti conflittuali su ciò che accade quando moriamo e dopo che moriamo. Se c’è vita dopo la morte, com’è quella vita?

Molto tempo fa Dio diede all’umanità dei giorni specifici da osservare e che dobbiamo riservare per scopo e uso sacro. Questi giorni rivelano infatti qual è lo scopo di Dio nell’averci dato questa vita, e rivelano pure cosa c’è al di là della morte. Imparare il significato di questi giorni porta ad una profonda comprensione di Dio stesso e del motivo per cui Egli ci ha creato in forma fisica e temporale.

Il motivo per cui la maggior parte delle persone non conosce Dio ed il Suo piano e scopo per l’esistenza umana è perché non sa nulla dell’osservanza di questi giorni. Ne segue che non possono imparare cosa rivelano questi giorni. La ragione per cui Dio ha comandato agli esseri umani di osservare questi giorni nel modo in cui ha detto di fare è in modo che noi si possa veramente arrivare a conoscerLo e comprendere il Suo amore per la Sua creazione.

La natura dell’uomo è invece di resistere a Dio e cambiare la verità su Dio in qualcosa di più accettabile per la sua natura fondamentalmente egoistica che cerca di soddisfare il sé in ogni modo a lui preferibile. All’essere umano non va che gli venga detto come vivere la vita, motivo per cui ha inventato religioni e idee su Dio che sono, per questa natura orgogliosa, più facili da accettare.

Il fatto che le persone ignorino e rifiutino le istruzioni di Dio su come dovrebbero vivere è qualcosa che va contro il buon senso. Dopo tutto, è stato Dio che ci ha creati e sa come dovremmo vivere per godere di relazioni sane, per avere pace, per avere una vita felice e produttiva. I genitori possono vedere in prima persona come i loro figli possono ribellarsi contro di loro mentre si sforzano di insegnare ai loro figli ciò che credono sia meglio per loro. La saggezza e l’amore di Dio vanno infinitamente oltre la saggezza e l’amore di qualsiasi genitore umano, e Dio sa con assoluta certezza cosa è meglio per noi. Ma i Suoi figli si ribellano a Lui.

Una persona può iniziare a sviluppare una relazione intima e sincera con Dio obbedendo al Suo comando di osservare i Suoi Sabati. Il Sabato settimanale ci offre una panoramica del piano di Dio e i Sabati annuali, che Dio pure ci comanda di osservare nel modo in cui ci ha mostrato, contengono dettagli più specifici sul Suo piano.


I calendari hanno prodotto confusione

Prima di esaminare più attentamente il comando di osservare il Sabato settimanale nel 7° giorno, che segue il venerdì, il 6° giorno della settimana, è necessario comprendere le differenze che esistono tra i calendari del mondo quando si tratta dell’ordine dei giorni della settimana. Perché questo ha causato molta confusione su quando dobbiamo osservare il Sabato di Dio.

Al giorno d’oggi, la maggior parte delle persone non sa che in molti paesi il calendario è cambiato ed è molto diverso da come Dio aveva stabilito per tener conto del tempo annualmente. C’è stato uno sforzo costante nel corso della storia di cambiare l’ordine dei giorni della settimana come Dio rivela nella Bibbia, secondo il quale il Sabato è il settimo giorno della settimana. Il motivo alla base di ciò ha fatto da catalizzatore per molti nel cambiare date e tempi, sebbene la maggior parte delle persone non ne sia a conoscenza.

Nella storia recente, le nazioni hanno cercato di standardizzare i sistemi di misurazione in tutto il mondo. Ciò che è certo è che in questa era di tecnologia moderna e di grandi invenzioni questa standardizzazione è molto utile, specialmente quando si tratta di commercio mondiale. Un gran numero di sistemi di misurazione sono stati ora standardizzati. Ad esempio, molte nazioni hanno accettato il sistema metrico, anche se alcuni paesi si rifiutano ancora di utilizzare questo sistema.

Tuttavia, quando si tratta di standardizzare i tempi, ci sono sempre stati confusione e disaccordo. Le Nazioni Unite hanno svolto un ruolo importante in tutto questo nella storia recente. L’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione (ISO) si decise di standardizzare il calendario in una pubblicazione intitolata ISO 8601: 1988, che, come indica il titolo, fu pubblicata nel 1988. Con questo sistema, il ciclo settimanale ha impostato la domenica come il settimo giorno e il lunedì come il primo giorno della settimana.

Ancor prima che questo cambiamento avvenisse nel 1988, diversi paesi europei lo avevano già implementato. Tuttavia, nel partecipare a questa standardizzazione, molti non erano consapevoli dello scopo cospiratorio dietro a questo cambiamento. Era mascherato nel tentativo di stabilire una settimana lavorativa di cinque giorni, che comincia il lunedì e termina il venerdì. Pertanto, gli ultimi due giorni del ciclo settimanale sono stati disposti in modo che il sabato sia il 6° giorno della settimana, il che rende la domenica il 7mo giorno della settimana.

Qualcosa di molto peculiare in questo cambiamento è che, quando leggono che il Sabato di Dio è il settimo giorno della settimana, quelli delle nuove generazioni sono totalmente convinti che la domenica sia il giorno corretto per osservare il Sabato [giorno di riposo] di Dio, poiché nel loro calendario la domenica è il settimo giorno della settimana. Ma questa supposizione è sbagliata.

Il giorno giusto per osservare il Sabato settimanale di Dio non è mai andato perso nel giudaismo. Cristo era d’accordo con gli ebrei sul fatto che il giorno cui osservavano come settimo giorno della settimana era infatti il Sabato settimanale che Dio aveva comandato. Gli ebrei hanno sempre saputo qual è il settimo giorno della settimana in cui cade il Sabato di Dio. Già da prima del tempo di Cristo osservavano il giorno di riposo nel giorno di sabato e da allora hanno continuato a farlo.

Solo un piccolo numero di nazioni oggi ha un calendario che mostra ciò che è vero, che corrisponde al vero ciclo settimanale. In questi calendari, la domenica è correttamente elencata come il primo giorno della settimana e il sabato, il settimo, il giorno corretto per l’osservanza del Sabato di Dio.

I calendari in cui la settimana inizia il lunedì non sono corretti poiché in quei calendari la domenica è il settimo giorno della settimana. Eppure, questi sono i calendari utilizzati nella stragrande maggioranza delle nazioni. Secondo la Bibbia, la domenica non è il settimo giorno della settimana. Non è il Sabato del 7mo giorno di Dio.

Cambiare il ciclo della settimana non è una novità. Nel corso del tempo è stato rimescolato molte volte in tutto il mondo. Ma ogni volta che che gli esseri umani fanno questo tipo di cose, vanno contro ciò che Dio stabilì molto tempo fa. Fin dall’inizio Dio ha dato agli esseri umani un sistema per misurare il tempo. Questo include un ciclo settimanale di sette giorni, entro i mesi di un ciclo annuale.


IL SABATO SETTIMANALE

Nostro Creatore

Una relazione vera e giusta con l’Unico Dio Onnipotente, Autoesistente ed Eterno può iniziare solo quando una persona arriva al punto di umiliarsi davanti a Lui e ad osservare il vero Sabato settimanale che Egli ha comandato. . Nessuno può avere una vera relazione con Dio se non adora Dio nei giorni in cui Egli ha rivelato che dobbiamo adorarLo. Qualsiasi altra cosa è disobbedienza e bestemmia contro Dio.

Questo libro ha fatto vedere chiaramente quali sono i tempi falsi e quelli veri. Dio vuole che la Sua creazione Lo ascolti e Lo adori sinceramente, come disse Cristo.

“Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Dio è spirito, e quelli che Lo adorano devono adorarLo in spirito e verità” (Giovanni 4:23-24).

Non c’è altro modo di adorare Dio. Dio richiede che Lo adoriamo nella verità. Questi versetti fanno vedere che arriverà il momento in cui il mondo inizierà ad adorare Dio nella verità. Questo inizierà in tutto il mondo nel Millennio, dopo il ritorno di Cristo. Già al tempo di Cristo, alcuni iniziarono ad adorare Dio in questo modo e continuarono a farlo dopo la fondazione della Chiesa nel 31 d.C.

Dio rivela l’importanza del Sabato settimanale e rivela anche come questo giorno fu istituito. Esso è direttamente correlato allo scopo per il quale Dio ha creato l’umanità. Il Sabato settimanale dovrebbe ricordare a tutti la settimana della creazione, nel corso della quale l’umanità fu creata ed il fatto che Egli è il nostro Creatore!

“Così furono terminati i cieli e la terra, e tutto il loro esercito. Pertanto il settimo giorno, Dio terminò l’opera che aveva fatto, e nel settimo giorno si riposò da tutta l’opera che aveva fatto. E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, [santificare significa separare qualcosa per un utilizzo santo] perché in esso Dio si riposò da tutta l’opera che aveva creato e fatto” (Genesi 2:1-3).

Sebbene questo sia spiegato in modo molto più dettagliato nella letteratura della Chiesa di Dio, molte persone credono che il racconto della creazione in Genesi 1 e 2 risalga al tempo in cui Dio creò la terra e l’universo. Ma questo non è vero. La terra fu creata almeno centinaia di migliaia, forse anche milioni di anni prima. Questo può essere compreso facilmente sulla base di prove scientifiche.

La terra fu originariamente creata con un’enorme varietà di piante e animali. Ci sono molte prove di questo nei fossili che possono essere trovati in tutto il pianeta Terra. Ciò che la gente ignora è che quando Satana si ribellò a Dio, distrusse tutta la vita sulla terra. La devastazione che lui causò avvenne in un istante, perché la sua intenzione era quella di distruggere l’intero pianeta Terra.

Satana usò il suo potere per distruggere vaste aree della terra, togliendo la terra dalla sua normale orbita e rotazione e oscurando completamente la sua atmosfera. Come risultato di ciò che accadde così rapidamente nell’atmosfera terrestre, la temperatura scese a tale punto e così rapidamente che piante e animali si congelarono all’istante.

Quindi, leggendo ciò che Dio fece durante quei primi sei giorni, dobbiamo renderci conto che non descrive che la terra fu creata nel corso di quei sei giorni. Era già lì. Non era stata completamente distrutta, ma era rimasta inabitabile per decine di migliaia di anni, forse anche centinaia di migliaia di anni.

Nella narrazione dei capitoli 1 e 2 del libro della Genesi la terra esisteva già. Dio poi restaurò la faccia della terra in modo che la vita potesse esistere di nuovo su di essa. Poi nel sesto e ultimo giorno di quella creazione Dio creò gli esseri umani con una vita temporale e composta di materia. E, come Dio rivela nella Bibbia, questa fu la fase iniziale dell’apice della Sua creazione.

“Poiché in sei giorni l’Eterno fece [compì, modellò, realizzò – la Sua opera] i cieli e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e il settimo giorno si riposò; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno di Sabato e l’ha santificato” (Esodo 20:11).

La parola qui tradotta più spesso come “fece” non significa “creare”, ma è una parola che significa semplicemente “fare, eseguire, compiere” il lavoro che ci si è prefissati di completare. Dio fece, o compì, l’opera che si era proposto di fare in quei sei giorni, e poi si riposò il settimo. Dio compì ciò che desiderava fare in cielo (l’atmosfera), sulla terra e nelle acque della terra. Questo è esattamente ciò che viene affermato in questo versetto.

Il versetto precedente mostra l’ordine di Dio di osservare il settimo giorno della settimana come Sabato e di santificarlo come il vero giorno santo della settimana. La prima lezione che dovremmo imparare dal Sabato settimanale è ciò che questo versetto dice di Dio: Egli è Colui che ha ricreato la vita sulla terra – È il nostro Creatore. Se non capiamo o crediamo che Dio ci ha creati, allora perché ascoltare quello che dice? Ma se è davvero il nostro Creatore, faremmo meglio ad ascoltarLo attentamente.


Dio ha stabilito i tempi

Il Sabato settimanale cade nel settimo giorno della settimana, e questo è stato il caso sin dai giorni di Adamo ed Eva. Proprio come la settimana stabilita durante il periodo della creazione è di sette giorni, così il piano di Dio per l’umanità copre un periodo di 7.000 anni.

Dio ha riservato i primi sei giorni della settimana affinché gli esseri umani possano svolgere il proprio lavoro, ma il settimo giorno – il Sabato – è tempo che deve essere dedicato a Dio. All’umanità sono stati anche concessi 6.000 anni per vivere a modo suo, ma come con il settimo giorno, il Sabato, gli ultimi 1.000 anni appartengono a Dio e devono essere vissuti secondo le vie di Dio! Questo periodo di tempo appartiene a Dio!

Poche persone credono nella storia di Noè, nella storia di come Dio portò Noè in un nuovo mondo. Viviamo in un’epoca in cui è ancora più difficile credere che Dio stia per portare gli esseri umani in un nuovo mondo, ma questa volta ad un mondo in cui il Regno di Dio governerà tutte le nazioni. Questi sono i tempi in cui viviamo! Fra molto poco tempo Dio stabilirà il Millennio e per 1.000 anni il Regno di Dio governerà tutti gli esseri umani.

Dovrebbe essere chiaro che Dio ha separato personalmente il settimo giorno santificandolo. Dio non l’ha fatto con nessun altro giorno della settimana. La definizione biblica della parola santificare è mettere da parte per uso e scopo santo. Dio non ha riservato il sesto giorno della settimana (venerdì) o il primo giorno della settimana (domenica) per uso e scopo santo. Fin dall’inizio lo scopo di Dio è stato di separare per sempre il settimo giorno, come Sabato settimanale, per gli esseri umani. Dio ha stabilito i cicli di tempo e ha detto agli esseri umani come dobbiamo osservarli.

“Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nel firmamento [ebr. – distesa] dei cieli per separare il giorno dalla notte; e siano per segni [per segnare il tempo] e per stagioni [ebr. – periodi di tempo stabiliti] e per giorni e per anni” (Genesi 1:14).

La parola ebraica per “stagioni” significa “tempi stabiliti”, proprio come oggi parliamo di appuntamenti. Il tempo è esatto. Dio ha fatto del tempo un fattore calcolabile nella vita. Possiamo stabilire e definire momenti specifici nel tempo per qualsiasi obiettivo di nostra scelta. Fin dall’inizio della settimana della creazione, Dio stabilì personalmente dei periodi di tempo specifici per gli esseri umani. Questi sono appuntamenti in cui ci dobbiamo riunire con Lui. Il Sabato settimanale è uno di questi appuntamenti che non cambia mai. Ogni settimo giorno gli esseri umani dovrebbero rispettare questo appuntamento con Dio! Dio rende questo molto chiaro.

“L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Ecco le feste [ebr. – “tempi stabiliti”, ma non la parola ebraica per “feste”] dell’Eterno, che voi proclamerete come sante convocazioni [ebr. – assemblee comandate]. Le Mie feste [ebr. – tempi stabiliti] sono queste: Si lavorerà per sei giorni, ma il settimo giorno è un Sabato di riposo, di santa convocazione. [ebr. – assemblea comandata]. Non farete in esso lavoro alcuno; è il Sabato consacrato all’Eterno in tutti i luoghi dove abiterete. Queste sono le feste [tempi stabiliti] dell’Eterno, le sante convocazioni [assemblee comandate] che proclamerete nelle loro stagioni [ebr. – tempi stabiliti]. Nel primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, tra le due sere [dopo il tramonto], è la Pasqua dell’Eterno; e il quindicesimo giorno [un Giorno Santo annuale – un Sabato annuale] dello stesso mese è la Festa [questa parola nell’ebraico significa veramente “festa”] dei Pani Azzimi in onore dell’Eterno; per sette giorni mangerete pane senza lievito” (Levitico 23:1-6).

Il cristianesimo tradizionale ha cercato di farla finita con questo comando relativo al Sabato del settimo giorno e ai Sabati annuali che sono elencati qui. Non ha alcun problema con nove dei dieci comandamenti, ma ha cercato di “abolire” il quarto che dice: “Ricordati del giorno di Sabato, per santificarlo” (Esodo 20:8). O ha cercato di farla finita con il comandamento del Sabato o dice che il Sabato settimanale è ora domenica, ma Dio ha detto che l’osservanza del Sabato nel settimo giorno è un patto perpetuo! (Esodo 31:15-17)

La Chiesa cattolica ha modificato, come segue, questo comandamento fondamentale nel suo elenco dei Dieci Comandamenti: “Ricordati di santificare il Giorno del SIGNORE.” Molti nel cristianesimo tradizionale hanno adottato un modo di pensare che ritiene la domenica come Giorno del Signore, ed è questo che insegnano. Ma la domenica è, a tutti gli effetti, il primo giorno della settimana.

Fu la Chiesa cattolica negli anni 300 d.C. che iniziò a insegnare per la prima volta che l’osservanza del Sabato era ora stata cambiata al giorno di domenica (al primo giorno della settimana) – il Giorno del Signore – violando così il comandamento di Dio. L’Impero Romano a quel tempo arrivò persino al punto di proibire l’osservanza del Sabato nel settimo giorno della settimana. La maggior parte del cristianesimo tradizionale ha da allora accettato questo cambiamento, il quale la Chiesa cattolica afferma non ha alcuna autorità scritturale come base ma che riposa sull’autorità del Papa.

Il sistema levitico, con le sue leggi relative alle cerimonie e ai sacrifici, fu cambiato tramite Giosuè il Cristo da quelli che vengono comunemente definiti tempi dell’Antico Testamento ai tempi del Nuovo Testamento – il tempo dell’istituzione della Chiesa di Dio. Il sacrificio di Cristo eliminò la necessità di osservare i sacrifici animali. Eliminò anche la necessità di quel sistema levitico con un sacerdozio che serva nel tempio fisico, responsabile per le mansioni di servizio nel tempio e nell’officiare nel sistema sacrificale.

Cristo è ora Sommo Sacerdote nel tempio spirituale di Dio. Lui adempì l’intero sistema sacrificale, ponendo fine a qualsiasi necessità che continuasse. Ma Cristo non ha invalidato le leggi di Dio, come molti sostengono nel cristianesimo tradizionale. Abolì solo le leggi relative al sistema levitico.

La legge di Dio contenuta nei Dieci Comandamenti non è mai stata cambiata. Gli apostoli e la Chiesa del Nuovo Testamento osservavano il Sabato nel settimo giorno e i Sabati annuali. L’apostolo Paolo, circa trent’anni dopo la morte di Giosuè il Cristo, insegnava al popolo di Dio l’importanza di osservare il Sabato, la Pasqua dell’Eterno e i Giorni Santi.

“In qualche luogo infatti, a proposito del settimo giorno, Egli disse così: «E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le Sue opere»” (Ebrei 4:4).

Paolo spiega che il popolo d’Israele si era rifiutato di dare ascolto alle istruzioni di Dio e che loro non poteva farlo perché non aveva la fede necessaria, fede che è solo ottenibile ricevendo lo spirito di Dio. Paolo spiega che Dio ha riservato un giorno specifico affinché le persone possano ascoltare la Sua voce, le Sue istruzioni.

“Egli determina di nuovo un giorno [Dio “designò” un giorno specifico. Dio santificò il settimo giorno]: “Oggi”, dicendo dopo tanto tempo, come è stato detto prima per mezzo di Davide: «Oggi, se udite la Sua voce, non indurite i vostri cuori»” (Ebrei 4:7).

Paolo poi entra in maggior dettaglio spiegando questo argomento alla Chiesa. Il cristianesimo tradizionale non ha capito cosa Paolo sta qui insegnando. L’ha persino tradotto in modo sbagliato perché non è consapevole dell’importanza di questo giorno che Dio ci comanda di osservare, e di certo non comprende ciò che questo giorno rappresenta.

“Perché, se Giosuè [il Giosuè dell’Antico Testamento che guidò i figli d’Israele alla terra promessa] avesse dato loro riposo, Dio non avrebbe in seguito parlato di un altro giorno. Resta dunque un riposo [Il riposo di Sabato. Nel testo originale, nel greco, la parola qui usata è sabbatismos, che significa Sabato] per il popolo di Dio. Chi infatti è entrato nel Suo riposo [il Sabato di Dio], si riposa anch’egli dalle proprie opere [smette di seguire le sue proprie vie cercando di vivere in accordo con il cammino di vita di Dio], come Dio dalle Sue. [Nel settimo giorno Dio si riposò da tutta la Sua opera di creazione] Diamoci da fare dunque per entrare in quel riposo [il riposo del Sabato], affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” (Ebrei 4:8-11).

Paolo stava spiegando che Giosuè (che guidò Israele dopo la morte di Mosè) non era in grado di dare al popolo di Dio il tipo di riposo che rappresenta o prefigura l’osservanza del Sabato. Dopo essere stati nel deserto per quarant’anni e poi condotti da Giosuè alla terra promessa fisica, i figli d’Israele non erano entrati nel tempo di riposo che il Sabato del settimo giorno in effetti raffigura. Paolo stava spiegando che il popolo di Dio non era ancora entrato in quel riposo, raffigurato dagli ultimi 1.000 anni (il Millennio) in cui il governo di Dio regnerà sotto la guida del Messia – il riposo spirituale che avrà inizio nel Millennio, al quale Giosuè il Cristo guiderà il popolo di Dio.

È osservando il Sabato settimanale di Dio che si può imparare cos’è che Dio insegna attraverso questa osservanza. Uno può imparare ogni settimana sul piano e proposito di Dio. È durante i Sabati che Dio insegna alla Sua gente e la conduce verso una maggior e continua crescita spirituale nel Suo cammino di vita.

I Sabati di Dio (settimanali ed annuali) sono un segno identificante del popolo di Dio, perché solo la Sua gente li conosce e li osserva in spirito ed in verità come Lui comanda.

“Santificate [separate per uso santo] i Miei Sabati e siano un segno fra Me e voi, affinché conosciate che Io sono l’Eterno, il vostro Dio” (Ezechiele 20:20).

Uno deve cominciare ad osservare i Sabati comandati da Dio se vuole veramente arrivare a conoscere Dio.

Il settimo giorno di ogni settimana è il giorno in cui si deve riposare dalle normali routine lavorative perché è comandato che non venga svolto alcun lavoro consuetudinario in alcun Sabato. Questo vale anche per i Sabati annuali (i Giorni Santi). Nessun lavoro abituale deve essere svolto in questi giorni.

Il Sabato settimanale e i Sabati annuali devono essere separati per uso e proposito sacro da coloro osservano questi giorni. Questo è ciò che Dio intende quando dice che dobbiamo santificare i Suoi Sabati. Sebbene il Sabato settimanale abbia sempre luogo il settimo giorno della settimana, i Giorni Santi annuali che Dio ci comanda di celebrare possono cadere in giorni diversi della settimana, tranne uno, il Giorno di Pentecoste.

I Sabati di Dio devono essere separati in modo che ci si possa concentrare maggiormente su Dio. In questi giorni dobbiamo incontrarci con altre persone in quelle che Dio descrive come sante convocazioni. Si tratta di periodi di tempo che dobbiamo separare (riservare) per ascoltare ciò che i ministri di Dio ci insegnano. In queste occasioni possiamo trascorrere più tempo con altri che hanno anche separato, hanno riservato questi periodi di tempo.


LA PASQUA DELL’ETERNO

La prima osservanza annuale

È stato dimostrato che il Sabato settimanale ci fornisce uno schema di base del piano di 7.000 anni di Dio per l’umanità. Tuttavia, sono le osservanze annuali comandate da Dio che completano i dettagli di questo grandioso piano e lo spiegano in un modo molto più chiaro.

Dio ha dato agli esseri umani dei “tempi stabiliti” settimanali ed annuali che dobbiamo osservare in Sua presenza. La prima di queste osservanze annuali non è un Sabato annuale, ma è un giorno che dobbiamo osservare prima di qualsiasi Giorno Santo, prima dei Sabati annuali di Dio. Questo tempo stabilito che dobbiamo osservare è la Pasqua dell’Eterno.

La Pasqua dell’Eterno è una santa convocazione che viene osservata dopo il tramonto, che è quando inizia la Pasqua dell’Eterno. Questo giorno non è un Sabato, non è un Giorno Santo, e quindi possiamo lavorare in questo giorno. In questo senso, la Pasqua dell’Eterno è un’osservanza annuale davvero unica, una convocazione comandata.

Il piano di salvezza di Dio inizia con questo giorno. Senza ricevere la Pasqua, che è Giosuè il Cristo, non si può stabilire un rapporto con Dio. È accettando Giosuè il Cristo come nostra Pasqua, e poi osservando la Pasqua dell’Eterno ogni anno, che inizia il processo di salvezza che produrrà le benedizioni che Dio vuole per tutti. I Giorni Santi annuali che seguono la Pasqua dell’Eterno rivelano questo piano di salvezza, ma nessuno può essere incluso in questo piano se non viene prima accettato il sacrificio della Pasqua. Questo è il motivo per cui la Pasqua dell’Eterno è la prima celebrazione annuale.

Nel corso dei secoli molti hanno deliberatamente interpretato male, travisato, distorto e cambiato la verità su quando si deve osservare la Pasqua dell’Eterno. La verità sul giorno corretto per celebrare la Pasqua dell’Eterno è stata attaccata nello stesso modo in cui è sempre stata attaccata la verità sul giorno corretto in cui osservare il Sabato settimanale.

L’obiettivo di Satana è stato quello di ingannare l’umanità facendole credere qualcosa di diverso dalla verità sul Sabato settimanale di Dio e sull’osservanza della Pasqua dell’Eterno. La ragione è che queste osservanze sono il fondamento di base, il punto di partenza, per sviluppare un rapporto sincero e corretto con Dio.

Fu la chiesa appena organizzata, illegittimamente chiamata cristiana ai tempi dell’Impero Romano, ai tempi dell’Imperatore Costantino, che cambiò l’osservanza settimanale del Sabato da sabato a domenica. Proibì poi anche che la Pasqua dell’Eterno venisse celebrata, sostituendola con una festa annuale che chiamarono Pasqua [quella tradizionale].

La Chiesa di Dio ha pubblicato informazioni che forniscono un resoconto molto preciso e dettagliato sul tempo giusto in cui osservare la Pasqua dell’Eterno. Per chiunque voglia approfondire la questione possono essere trovate nella pagina web della Chiesa di Dio, www.cog-pkg.org, nella sezione Pubblicazioni, sotto il titolo “Il tempo per l’osservanza della Pasqua”.

Conoscere il tempo giusto per celebrare la Pasqua dell’Eterno è molto importante poiché è l’unico modo per conoscere il vero Messia e iniziare a riconoscere le cose che sono false. È così che potete identificare i falsi insegnanti, le false religioni e qualsiasi organizzazione che tollera i falsi insegnamenti. Va notato che anche i seguaci del giudaismo, che si suppone dovrebbero saper questo meglio di chiunque altro, osservano la Pasqua dell’Eterno nel giorno sbagliato. Attribuiscono un significato e un simbolismo alla Pasqua che non sono corretti, poiché è qualcosa di diverso da ciò che Dio ha rivelato.

Levitico 23 elenca tutti i tempi stabiliti da Dio. Le osservanze annuali hanno inizio con la Pasqua dell’Eterno.

“Nel primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, tra le due sere, è la Pasqua dell’Eterno” (Levitico 23:5).

Molti conoscono la storia dell’esodo, quando Dio portò i figli d’Israele fuori dall’Egitto. Fu allora che Dio comandò agli israeliti di osservare la Pasqua dell’Eterno.

“L’Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne nel paese d’Egitto dicendo: «Questo mese sarà per voi il principio dei mesi [inizia in primavera nell’emisfero settentrionale], sarà per voi il primo dei mesi dell’anno. Parlate a tutta l’assemblea d’Israele e dite: “Il decimo giorno di questo mese, ogni uomo prenda per se stesso un agnello, secondo la grandezza della famiglia del padre, un agnello per casa. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto»” (Esodo 12:1-3, 5).

Quest’agnello senza difetto era simbolico di Giosuè il Cristo che era senza peccato. L’apostolo Pietro spiegò questo alla Chiesa in questo modo:

“Sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia” (1 Pietro 1:18-19).

La narrazione in Esodo continua, mostrando che questo simboleggerebbe il sangue versato del Messia fino al momento in cui lui stesso lo avrebbe adempiuto. Gli israeliti dovevano uccidere un agnello per la celebrazione della Pasqua dell’Eterno. Dovevano far versare a terra il sangue dell’agnello. E in quella prima volta che osservarono la Pasqua in Egitto dovettero prendere un po’ di quel sangue e metterlo sugli stipiti laterali e sullo stipite superiore della porta delle loro case. Anche il sangue di Cristo sarebbe stato sparso sulla terra, perché avrebbe adempiuto il simbolismo di questi agnelli come il vero Agnello di Dio.

“Prenderanno quindi del sangue e lo metteranno sui due stipiti e sull’architrave delle case dove lo mangeranno” (Esodo 12:7).

“In quella notte Io passerò per il paese d’Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto uomo che bestia, e farò giustizia di tutti gli dei d’Egitto. Io sono l’Eterno. E il sangue sarà un segno per voi sulle case dove siete; quando Io vedrò il sangue passerò oltre [pass over in inglese. In inglese Passover = La Pasqua dell’Eterno] e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi, quando colpirò il paese d’Egitto” (Versetti 12-13).

Questo simbolizza ciò che Giosue il Cristo avrebbe adempiuto per l’umanità. Lui è la nostra Pasqua [dell’Eterno] [in inglese = Passover] e mediante il suo sangue possiamo essere salvati dalla pena del peccato, che è la morte eterna, una sentenza eterna.

“Infatti il salario del peccato èla morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Giosuè il Cristo, nostro Signore” (Romani 6:23).

La punizione per i peccati che non sono stati perdonati è la morte – un giudizio eterno – una morte eterna – per non risorgere mai più.

Giosuè il Cristo, il Figlio di Dio, l’Agnello di Dio, fu il sacrificio pasquale di Dio per tutta l’umanità, per mezzo del quale possiamo essere salvati dalla morte. La pena di morte passa oltre noi. È qui che dobbiamo iniziare nel piano di salvezza di Dio. Esso inizia con Giosuè il Cristo. Noi tutti meritiamo la pena di morte per i nostri peccati finché non accettiamo il sacrificio di Cristo che ci purifica dei nostri peccati se ci pentiamo. Solo in questo modo i nostri peccati possono essere rimossi. Solo il sangue di Cristo, al posto nostro, può rimuovere questa pena. È il sacrificio della Pasqua di Dio per noi.

“Perciò, come per mezzo di un solo uomo [Adamo] il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Romani 5:12).

Dobbiamo esser perdonati dei nostri peccati prima di poter stabilire un rapporto con Dio Padre. È solo attraverso il pentimento e il battesimo che possiamo iniziare il processo di liberazione dalla nostra natura umana egoista e dal potere di Satana che tiene l’umanità nell’oscurità e nell’inganno. Questo fa parte del piano di Dio per liberarci dall’Egitto spirituale.

“Egli [Dio] ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del Suo amato Figlio, in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue e il perdono dei peccati” (Colossesi 1:13-14).

La Chiesa di Dio osserva questa cerimonia annuale nello stesso modo in cui Cristo lo fece nella notte della Pasqua con i suoi discepoli, dopo aver cenato con loro. Circa 20 anni dopo la morte di Cristo, l’apostolo Paolo istruì la Chiesa di Dio in Corinto, sottolineando l’importanza di osservare la Pasqua dell’Eterno in un certo modo.

“Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso [come osservare la Pasqua dell’Eterno]: che il Signore Giosuè, nella notte [la notte della Pasqua dell’Eterno] in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me» [ogni anno durante la Pasqua dell’Eterno]. Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga” (1 Corinzi 11:23-26).

Con queste istruzioni per la Chiesa (l’Israele spirituale di Dio), Giosuè il Cristo istituì i nuovi simboli della Pasqua dell’Eterno nella stessa notte in cui gli Israeliti avevano l’abitudine di uccidere, arrostire e mangiare l’agnello pasquale. Ogni anno, nella notte del 14° giorno del primo mese, gli israeliti dovevano celebrare questa occasione uccidendo un agnello e mangiandolo. Ora ogni anno la Chiesa di Dio deve prendere da quei simboli, che simboleggiano la carne e il sangue dell’Agnello di Dio. La carne è simboleggiata da un pezzo di pane azzimo, che dobbiamo mangiare, e il sangue è simboleggiato da un po’ di vino, che dobbiamo bere.

Come spiegato in precedenza, Dio diede all’uomo dei segni per misurare il tempo, per poter sapere quando un giorno comincia e termina. Un nuovo giorno ha inizio nel momento in cui il sole tramonta. La parte notturna dell’osservanza della Pasqua dell’Eterno è all’inizio del giorno. Giosuè il Cristo anche adempì tutto ciò che doveva aver luogo durante la parte diurna del giorno della Pasqua dell’Eterno.

Quando Israele celebrava la Pasqua, le famiglie dovevano uccidere e mangiare l’agnello che nelle scritture è descritto come “il sacrificio pasquale dell’Eterno”. Il consumo dell’agnello da parte degli israeliti nella sera del quattordicesimo giorno, e in seguito la partecipazione della Chiesa ai simboli del pane e del vino, simboleggiano il fatto che Dio diede Suo Figlio in sacrificio per l’umanità. Questo raffigura anche che il Messia diede la sua vita volontariamente come tale sacrificio. Dio Padre e Giosuè il Cristo diedero volontariamente questo sacrificio all’umanità, e così fu veramente “il sacrificio della Pasqua dell’Eterno”.

La verità è che Cristo morì a metà pomeriggio del giorno della Pasqua dell’Eterno. La sua morte adempì anche le attività svolte dagli israeliti durante questo stesso periodo di tempo, quando iniziavano a osservare la Pasqua e la Festa dei Pani Azzimi che seguiva. Durante il pomeriggio della Pasqua dell’Eterno, gli israeliti facevano i preparativi per il primo giorno della celebrazione annuale della Festa dei Pani Azzimi, che seguiva dopo il tramonto della Pasqua.

Durante il pomeriggio del giorno della Pasqua dell’Eterno uccidevano gli animali che sarebbero stati sacrificati e facevano tutti i preparativi per la Festa degli Azzimi. Ma la festa stessa e le offerte che presentavano sull’altare non potevano iniziare fin dopo il tramonto, quando iniziava il Giorno Santo.

Nelle scritture gli animali che sacrificavano nel pomeriggio del giorno della Pasqua dell’Eterno, in preparazione per il primo giorno della Festa dei Pani Azzimi, sono chiamati “offerte della Pasqua dell’Eterno”. Quando la Bibbia parla di “sacrificare la Pasqua” questo include sia le cose che simboleggiano “la Pasqua dell’Eterno”, che gli israeliti uccidevano e mangiavano la notte del 14° giorno, così come il simbolismo contenuto nel sacrificio di quegli animali nel pomeriggio del Giorno della Pasqua dell’Eterno con cui avrebbero banchettato e che venivano offerti a Dio dopo il tramonto.

L’intera Pasqua dell’Eterno, nella sua parte diurna e notturna, ha un significato importante in tutto il simbolismo che Giosuè il Cristo adempì durante la sua vita e con la sua morte.


I SABATI ANNUALI – I GIORNI SANTI ANNUALI

LA FESTA DEI PANI AZZIMI

Dopo aver accettato il sacrificio pasquale, che Giosuè il Cristo adempì per pagare la pena per i nostri peccati, possiamo procedere nel piano di Dio per noi. Possiamo quindi concentrarci sul significato della celebrazione della Festa dei Pani Azzimi.

Il primo ed il settimo giorno della Festa dei Pani Azzimi sono Sabati annuali, Giorni Santi annuali. Il primo Sabato annuale, che è il primo giorno dei Giorni dei Pani Azzimi, inizia subito dopo il tramonto del giorno della Pasqua dell’Eterno.

“Il quindicesimo giorno dello stesso mese è la Festa dei Pani Azzimi in onore dell’Eterno; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Il primo giorno avrete una santa convocazione [come con il Sabato settimanale, anche questo giorno è una “assemblea comandata”]; non farete in esso alcun lavoro servile [il lavoro che si svolge normalmente durante la settimana]; e per sette giorni offrirete all’Eterno dei sacrifici fatti col fuoco. Il settimo giorno vi sarà una santa convocazione [Ebr. – “un’assemblea comandata”]; non farete in esso alcun lavoro servile»” (Levitico 23:6-8).

Questo “tempo stabilito” dura una settimana. Durante questa settimana dobbiamo mangiare pane azzimo. Durante questo periodo di tempo non possiamo mangiare nulla che abbia lievito e non possiamo avere lievito o prodotti che contengono lievito nelle nostre case, come pane, focacce, dolci ecc.

Il simbolismo di questa osservanza è che il lievito “fa gonfiare” proprio come la fierezza di qualcuno gonfia una persona di orgoglio. Il lievito è simbolo del peccato. Il lievito simboleggia una “espressione di superbia” contro le leggi di Dio. Tendiamo a vivere a modo nostro piuttosto che esprimere la volontà di Dio nella nostra vita. Mangiare pane azzimo simboleggia il nostro desiderio di vivere in accordo con il Suo cammino di vita; di mangiare spiritualmente il pane senza lievito della vita.

Questo simbolismo descrive anche Giosuè il Cristo che era senza peccato – azzimo. Questo è ciò che la Chiesa rappresenta la sera della Pasqua dell’Eterno, quando il pane azzimo viene mangiato come simbolo del corpo spezzato di Cristo. Giosuè descrisse gran parte di questo processo nel libro di Giovanni.

Con questa comprensione di base sull’osservanza della Pasqua dell’Eterno e della Festa dei Pani Azzimi, considerate quanto sono rivelatori i seguenti passi delle scritture.

“Gli chiesero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». Giosuè rispose e disse loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che Egli ha mandato». Allora essi gli dissero: «Quale segno fai tu dunque, affinché lo vediamo e ti crediamo? Che opera compi? I nostri padri mangiarono la manna nel deserto, come è scritto: Egli diede loro da mangiare del pane venuto dal cielo»”.

“Allora Giosuè disse loro: «In verità, in verità vi dico che non Mosè vi ha dato il pane che viene dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo. Perché il pane di Dio è quello che discende dal cielo e dà vita al mondo». Essi allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». E Giosuè disse loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete. Ma io ve l’ho detto: voi mi avete visto, ma non credete. Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato” (Giovanni 6:28-38).

“I Giudei dunque mormoravano di lui, perché aveva detto: «Io sono il pane che è disceso dal cielo», e dicevano: «Non è costui Giosuè, il figlio di Giuseppe, di cui conosciamo il padre e la madre? Come può egli dire: “Io sono disceso dal cielo”?». Allora Giosuè rispose e disse loro: «Non mormorate fra di voi. Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni 6:41-44).

“Io sono il pane della vita. I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. Questo è il pane che discende dal cielo, affinché uno ne mangi e non muoia. Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; or il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro, dicendo: «Come può costui darci da mangiare la sua carne?». Perciò Giosuè disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi»” (Giovanni 6:48-53).

Giosuè il Cristo spiegò che se una persona non riceve la Pasqua (“se non mangiate la carne del figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue”), quella persona non può avere la vita di Dio in essa (“non avete la vita in voi”) attraverso il potere del Suo spirito. Quella persona continua a vivere nel peccato finché questo non diventa una realtà nella sua vita. Prima una persona deve ricevere la Pasqua per poter uscire dal peccato e vivere secondo il cammino di vita di Dio, per essere azzimo. Solo coloro che accettano Giosuè come loro Pasqua e sono battezzati possono partecipare alla cerimonia annuale della Pasqua dell’Eterno.

Dopo esser stati battezzati e i nostri peccati sono stati perdonati, dobbiamo iniziare a cambiare la nostra vita. Contrariamente all’insegnamento del cristianesimo tradizionale, non dobbiamo rimanere come siamo, semplicemente accettando la grazia, ma dobbiamo cambiare diventando una nuova creatura (greco – “creazione”) in Dio (2 Corinzi 5:17) . Non dobbiamo continuare a vivere allo stesso modo di prima del battesimo; tuttavia, avremo sempre questa stessa natura in noi, che dovremo combattere per il resto della nostra vita.

Ricevere la Pasqua, Giosuè il Cristo, nella nostra vita quando siamo battezzati è solo l’inizio di un processo di pentimento e di una lotta che dura tutta la vita, al fine di conquistare la nostra natura. Ogni anno, quando celebriamo la Pasqua dell’Eterno, riconosciamo che dobbiamo pentirci continuamente, che dobbiamo uscire dal peccato ed essere sempre più in unità con Dio e con Suo Figlio.

Paolo rimproverò i corinzi in una questione che coinvolse due persone che ostentavano la loro disubbidienza a Dio di fronte alla congregazione. La Chiesa si stava preparando ad osservare la Pasqua dell’Eterno e la Festa dei Pani Azzimi, e Paolo approfittò di questa occasione per mostrare loro il loro errore.

“Il vostro vanto non è buono. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta?” (1 Corinzi 5:6).

Paolo sottolineò l’atteggiamento sprezzante dei Corinzi (il loro “vanto”) nell’ignorare consapevolmente il peccato. Paolo spiegò loro che il peccato è come il lievito, che ne basta una piccolissima quantità per diffondersi in tutta la pasta, per gonfiare tutta la pasta. La lezione qui è che se il peccato non viene stroncato immediatamente sul nascere, può diffondersi molto rapidamente in tutta la Chiesa.

“Sbarazzatevi [in greco questa parola significa pulire a fondo] dunque del vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come ben siete senza lievito; la nostra Pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi” (1 Corinzi 5:7).

Venivano istruiti a sbarazzarsi del lievito – a sbarazzarsi del peccato – in modo che potessero diventare un nuovo pezzo di pane – un nuovo corpo – a vivere un nuovo modo di vita rinnovandosi attraverso l’obbedienza alla via di Dio.

Non si sforzavano abbastanza di sbarazzarsi del peccato dalle loro vite. Noi esseri umani avremo sempre lievito (peccato) nelle nostre vite, ma dobbiamo sbarazzarci dei nostri peccati quando ci vengono rivelati. In questi versetti Paolo parla anche del fatto che stavano osservando spiritualmente la Festa dei Pani Azzimi e che, come parte di tale osservanza, avevano rimosso fisicamente tutto il lievito dalle loro case durante questo periodo di tempo. “… come ben siete senza lievito.” (Fisicamente).

“Celebriamo perciò la festa non con vecchio lievito [peccato], né con lievito di malvagità e di malizia, ma con il pane azzimo di sincerità e di verità” (1 Corinzi 5:8).

Il cristianesimo tradizionale non insegna su questi versetti che furono scritti tanto tempo dopo la morte di Cristo come nostro Agnello Pasquale. Questo versetto qui ci fa vedere che dobbiamo continuare ad obbedire al comando di Dio di celebrare i Giorni Santi annuali della Festa dei Pani Azzimi. Paolo spiegò che questi giorni devono essere osservati nello spirito di ciò che insegnano e che dobbiamo vivere senza lievito – senza peccato – in sincera obbedienza a Dio, vivendo in accordo con il Suo modo di vivere.

Sebbene il cristianesimo tradizionale insegni che le leggi dell’Antico Testamento sono state abolite, dovrebbe essere ovvio che questo non è il caso. Versetti come questo rendono molto chiaro che la Chiesa primitiva del Nuovo Testamento celebrava la Festa annuale dei Pani Azzimi. Altre scritture mostrano anche che osservavano il Sabato settimanale nel settimo giorno e anche gli altri Giorni Santi annuali.

L’obbedienza a Dio in queste cose era per la Chiesa un modo di vita. Ci sono diversi passi nella Bibbia che attestano questa verità. Il Nuovo Testamento non è scritto nello stesso modo dell’Antico Testamento, quando Israele ricevette per la prima volta la legge di Dio. Il periodo del Nuovo Testamento è semplicemente una testimonianza di come la Chiesa ha cercato di vivere secondo la legge che Dio le aveva dato molto tempo prima. Il Nuovo Testamento non fu scritto per convincere le persone della validità della legge di Dio; questo fatto è semplicemente dato per scontato.

La Festa dei Pani Azzimi ci insegna che dopo il battesimo e il perdono dei peccati tramite Cristo, dobbiamo iniziare ad uscire dall’Egitto spirituale, dobbiamo iniziare ad uscire dal peccato e dalla schiavitù in cui ci troviamo. Dobbiamo iniziare un processo di cambiamento e vivere in un modo diverso, un nuovo modo di vita. Quando la Bibbia parla di conversione, questo significa che dobbiamo cambiare i nostri vecchi modi di vivere, il modo di vivere della natura umana carnale, e iniziare a vivere in un modo diverso, in un modo nuovo e corretto, in accordo con le vie di Dio. Il battesimo è solo l’inizio di questo processo di uscita dal peccato. Segue un processo di pentimento che dura tutta la vita, al fine di continuare sul sentiero che ci conduce fuori dal peccato.

Le chiese di questo mondo non predicano questa verità. Insegnano che siamo sotto la grazia del sacrificio di Cristo e che la legge è stata annullata. Credono che “grazia” significhi essere liberi dalla legge di Dio. Ma non è questo il significato della “grazia” di cui parla la Bibbia.

“Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? [Paolo chiede: Se la legge è stata sostituita dalla grazia, dobbiamo peccare ancora di più in modo che la grazia di Dio abbondi ancor di più nelle nostre vite?] Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso? Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Giosuè Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita [mediante la nostra obbedienza al modo di vivere di Dio]. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, sapendo questo: che il nostro vecchio uomo [il nostro modo di vivere prima del battesimo] è stato inchiodato al palo con lui, perché il corpo del peccato possa essere distrutto [Greco – eliminato] e affinché noi non serviamo più al peccato” (Romani 6:1-6).

La legge di Dio non è stata annullata o distrutta. Quello che dobbiamo distruggere, eliminare, è il nostro “vecchio uomo del peccato”, la nostra vita di peccato. Dobbiamo uscire dalla tomba dell’acqua del battesimo e iniziare a vivere una nuova vita come una nuova creatura (Greco – creazione) in Dio, come disse Paolo agli Efesini. “… per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell’uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione, per essere rinnovati nello spirito della vostra mente e per essere rivestiti dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità. (Efesini 4:22-24)

Uscire dall’Egitto spirituale e diventare azzimi nella nostra vita è una battaglia che dura tutta la vita. Come ha spiegato Paolo in Romani 7, c’è una battaglia costante con lo spirito umano carnale che è in noi, ma questa fase del piano di Dio ci mostra l’inizio di un processo di liberazione dalla schiavitù, ossia che stiamo entrando in una guerra che consiste nel lottare contro il peccato. Dobbiamo lottare contro la nostra natura umana carnale e sforzarci di vivere secondo la vera via della giustizia di Dio. È attraverso questo processo, questa lotta, che può svilupparsi in noi un carattere santo e retto.

Proprio come Dio ci comanda di rimuovere il lievito dalle nostre case e mangiare solo pane azzimo durante i sette giorni della Festa dei Pani Azzimi, Egli ci dice anche di mettere il lievito (peccato) fuori dalla nostra vita e di mangiare solo il vero pane senza lievito della vita, che viene solo attraverso Giosuè il Cristo.


IL GIORNO DI PENTECOSTE

Il passo successivo nel piano di salvezza di Dio è rappresentato dal Giorno di Pentecoste (noto anche come Festa delle primizie). Pentecoste in greco significa “contare cinquanta”. Possiamo solo conoscere la data in cui abbiamo questo appuntamento con Dio, questo tempo fissato, se comprendiamo e osserviamo la Pasqua dell’Eterno e la Festa dei Pani Azzimi. Dio ci dice in modo molto specifico che dobbiamo iniziare a contare in un certo giorno, entro il periodo di tempo della Festa dei Pani Azzimi, per sapere quando dobbiamo riunirci in Sua presenza in questo terzo Sabato annuale.

Il piano di Dio procede in un modo ordinato e continuo. Ogni Giorno Santo consecutivo rivela gradualmente di più sul processo attraverso il quale l’umanità è in grado di ricevere la salvezza e diventare parte della Sua Famiglia spirituale. Ancora una volta, tutte le celebrazioni annuali dei Giorni Santi di Dio sono elencate e comandate nel Libro di Levitico.

“«Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Quando entrerete nel paese che Io vi do e ne mieterete la messe, porterete al sacerdote un covone dell’inizio del vostro raccolto. [In alcune traduzioni la parola “inizio” è stata erroneamente tradotta come “primizia”, ma nell’ebraico la parola qui usata significa “inizio o principio”.] Egli agiterà il covone davanti all’Eterno per voi, perché sia gradito; il sacerdote lo agiterà il giorno dopo il Sabato [un Sabato settimanale]»” (Levitico 23:10-11).

Non possiamo veramente sapere quando o come osservare la Pentecoste a meno che non comprendiamo le istruzioni che Dio ha dato in questi versetti, che mostravano agli israeliti come osservare la Festa dei Pani Azzimi. Man mano che questi versetti continuano, si dovrebbe iniziare a cogliere il fatto che Dio ha collegato l’importanza di ciò che è rivelato nel significato dell’osservanza dei Pani Azzimi, all’osservanza del Giorno Santo successivo, che è il Giorno di Pentecoste.

In questi versetti ci viene menzionato il periodo della Pasqua, in particolare il periodo della Festa dei Pani Azzimi. In Israele, la prima mietitura, la più piccola, era in primavera, mentre quella più grande era la mietitura autunnale, e serviva anche come simbolo nel piano di salvezza di Dio, di cui parleremo più avanti quando arriveremo a un altro Sabato. annuale.

In Israele, molti raccolti primaverili sono pronti per essere raccolti prima della Pasqua dell’Eterno. Dio diede a Israele istruzioni molto specifiche riguardo alle cerimonie relative a questo primo raccolto che dovevano osservare durante la Festa dei Pani Azzimi.

“Non mangerete pane né grano arrostito né spighe fresche, fino a questo stesso giorno, fino a che non abbiate portato l’offerta del vostro Dio. È una legge perpetua per tutte le vostre generazioni, in tutti i luoghi dove abiterete” (Levitico 23:14).

Come parte di questa istruzione, agli israeliti fu ordinato di portare un covone dalla prima parte (dall’inizio) di questo raccolto. Doveva essere usato più tardi in una cerimonia che avrebbe avuto luogo durante la Festa dei Pani Azzimi. Sebbene la mietitura potesse iniziare molto prima, non potevano mangiare del nuovo raccolto fino a quando non veniva osservata questa cerimonia. Tutti i simbolismi contenuti in questo intero processo sono incredibilmente rivelatori.

Questo covone doveva essere agitato davanti a Dio come offerta in questa cerimonia che veniva sempre officiata il primo giorno della settimana (la domenica) durante la Festa dei Pani Azzimi. “L’Offerta del Covone Agitato” simboleggiava Giosuè il Cristo. Cristo doveva presentarsi a Dio per essere “accettato” da Dio per noi. Cristo adempì questo simbolismo quando fu ricevuto dal Padre dopo essere risorto.

Abbiamo già parlato del fatto che Giosuè il Cristo fu risuscitato alla fine del Sabato settimanale, il settimo giorno della settimana. Ma Cristo ascese a Dio solo diverse ore dopo, nella mattina successiva, nel primo giorno della settimana. Questo è chiaro dal racconto di quando Maria andò al sepolcro, ancora la mattina presto il primo giorno della settimana, durante la Festa dei Pani Azzimi. E quando vide che il corpo di Giosuè non era nella tomba, Maria Maddalena chiese dove lo avessero portato, non sapendo che Cristo era già risorto la sera prima, appena prima che tramontasse il sole del Sabato settimanale.

“Ma Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere. E, mentre piangeva, si chinò dentro il sepolcro, e vide due angeli, vestiti di bianco, che sedevano l’uno al capo e l’altro ai piedi del luogo, dove era stato posto il corpo di Gesù. Essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Ella rispose loro: «Perché hanno portato via il mio Signore, e io non so dove l’abbiano posto». Detto questo, ella si volse indietro e vide Gesù, che stava lì in piedi; ma ella non sapeva che fosse Gesù. Giosuè le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Lei, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io lo prenderò». Giosuè le disse: «Maria!». Ed ella allora, voltandosi, gli disse: «Rabboni!» che significa: Maestro. Giosuè le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro»” (Giovanni 20:11-17).

Anche Matteo racconta cosa accadde dopo questo, quando Maria Maddalena e Maria, la madre di Giacomo, tornarono per raccontare ai discepoli ciò che Giosuè aveva detto a Maria Maddalena. È importante notare quando questo ebbe luogo. E notate la differenza tra quello che successe in questa occasione e quello che successe la volta precedente, quando Cristo disse a Maria di non toccarlo.

“E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Giosuè venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Quindi Giosuè disse loro: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno»” (Matteo 28:9-10).

Maria Maddalena fu la prima persona a cui Giosuè il Cristo apparve in quel mattino di domenica. Cristo parlò con lei due volte: una volta alla tomba e la seconda volta quando lei stava andando a dire ai discepoli ciò che Cristo le aveva detto di dire a loro.

Il primo resoconto afferma che Cristo le disse di non toccarlo poiché non era ancora asceso a Dio. Questo perché doveva prima adempiere il simbolismo dell’Offerta del Covone che veniva sempre agitato dal sommo sacerdote il mattino del primo giorno della settimana, durante i Giorni dei Pani Azzimi. Dopo la sua resurrezione, Cristo dovette prima essere ricevuto e accettato da Dio come offerta del Covone Agitato per tutta l’umanità.

Questa era una breve cerimonia, una cerimonia rapida che veniva eseguita dal sommo sacerdote. Anche l’adempimento del simbolismo contenuto in quella cerimonia fu veloce, poiché quando Cristo parlò con Maria alla tomba, le disse di non toccarlo ma poco dopo, quando le due Marie stavano andando a vedere i discepoli, Giosuè apparve loro ancora una volta, ma questa volta permise loro di abbracciarlo. Lo permise perché a questo punto aveva già adempiuto al simbolismo dell’Offerta del Covone.

Giosuè il Cristo adempì perfettamente tutto il simbolismo contenuto nella celebrazione della Pasqua dell’Eterno e adempì anche il simbolismo dell’Offerta del covone che veniva presentata a Dio il primo giorno della settimana, durante la Festa dei Pani Azzimi.

A questo punto possiamo continuare con le istruzioni su come contare per sapere quando osservare il Giorno di Pentecoste, come indicato nel Libro di Levitico.

“Dal giorno dopo il Sabato, cioè dal giorno che avete portato il covone dell’offerta agitata, conterete sette Sabati interi. Conterete cinquanta giorni fino al giorno dopo il settimo Sabato, quindi offrirete all’Eterno una nuova oblazione di cibo” (Levitico 23:15-16).

“L’offerta del covone agitato” che rappresentava Giosuè il Cristo, era una parte molto specifica delle cerimonie che dovevano svolgersi durante la Festa dei Pani Azzimi. Pertanto, questo primo giorno della settimana da cui dobbiamo contare cinquanta giorni, deve cadere entro i giorni di questa Festa.

Di nuovo, Dio è molto preciso su quando celebrare questo Sabato annuale della Pentecoste. Questo Giorno Santo annuale doveva essere contato da un giorno specifico (il primo giorno della settimana) entro i giorni della Festa dei Pani Azzimi. Sette sabati settimanali, partendo da questo giorno, ci danno quarantanove giorni. Aggiungendo un altro giorno, abbiamo un totale di cinquanta giorni, che ci portano al primo giorno della settimana. Il Giorno di Pentecoste cade sempre il primo giorno della settimana (domenica nel calendario romano), ma questo giorno deve sempre essere contato dal primo giorno della settimana (domenica) durante la Festa dei Pani Azzimi.

In Levitico possiamo leggere le istruzioni per la celebrazione del Giorno di Pentecoste.

“Porterete dalle vostre abitazioni due pani per un’offerta agitata di due decimi di efa [l’efa è un’antica quantità di misura ebraica che equivale a 36 litri] di fior di farina; essi saranno cotti con del lievito, quali primizie offerte all’Eterno” (Levitico 23:17).

“Il sacerdote li agiterà assieme al pane delle primizie e ai due agnelli, come offerta agitata davanti all’Eterno; essi saranno consacrati all’Eterno e saranno riservati al sacerdote” (versetto 20).

In questo giorno di Pentecoste gli israeliti dovevano osservare questa cerimonia. I due pani simbolizzavano le primizie (i 144.000) del piano di Dio, quei primi che saranno risorti per far parte del Regno di Dio.

Dio ha un piano di salvezza nel quale l’umanità si vede offrire la benedizione di far parte della Sua Famiglia – di vivere nella Famiglia Divina per l’eternità come esseri spirituali. Questo Giorno Santo rappresenta coloro che Dio ha chiamato per primi nel Suo piano per far parte della Sua Famiglia. Come i primi raccolti primaverili sono indicati nelle scritture come le “primizie della terra”, così lo sono le primizie del piano di Dio, col fine di far parte della Sua Famiglia prima della maggior parte del resto dell’umanità. Il raccolto autunnale molto più grande rappresenta la salvezza per tutto il resto dell’umanità, simboleggiata dagli ultimi due Giorni Santi annuali.

In questa cerimonia, questi due pani che venivano agitati davanti a Dio rappresentano i primi frutti del piano di Dio. Uno di questi pani rappresenta coloro che vissero per fede che un giorno sarebbe venuto il Messia, attraverso il quale Dio avrebbe salvato gli esseri umani, rappresenta coloro che vissero fedeli a Dio prima della prima venuta di Cristo, del Messia promesso – che venne la prima volta come nostra Pasqua.

L’altro pane rappresenta coloro che dalla venuta di Cristo – dopo la sua morte come nostra Pasqua, dopo che fu accettato da Dio come l’Offerta del Covone – hanno vissuto per fede nella salvezza e sono rimasti fedeli a Dio, aspettando la seconda venuta di Cristo.

Secondo queste istruzioni dovevano offrire due agnelli a Dio insieme a quei due pani. Entrambi gli agnelli rappresentavano Cristo. Un agnello per ciascuno di quei due periodi di tempo.

Allo stesso modo in cui il covone veniva agitato davanti a Dio durante la Festa dei Pani Azzimi, rappresentando Giosuè il Cristo, che era stato accettato da Dio, anche quei due pani venivano agitati davanti a Dio il giorno di Pentecoste come offerta , per essere accettati da Dio. Quei due pani simboleggiano le primizie, simboleggiano quegli individui che Dio ha accettato e che diventeranno parte della Famiglia Dio quando saranno risorti alla vita eterna.

È anche importante notare che questi due pani che venivano agitati dovevano essere fatti con il lievito. Giosuè il Cristo è sempre rappresentato come “azzimo”, senza peccato. Ma questi individui, sebbene siano accettati da Dio, sono rappresentati da “pani lievitati”, perché hanno in sé il peccato. Cristo non ha mai peccato e quindi vine raffigurato come “azzimo”. Ma gli esseri umani commettono peccato ed è per questo che sono rappresentati da quei due pani che erano stati fatti con il lievito. Questo ha un significato importante.

Questi pani agitati rappresentano i 144.000 che Dio ha chiamato, che Egli ha scelto tra l’umanità durante i primi 6.000 anni di vita umana sulla terra. Questi saranno resuscitati a vita eterna come esseri spirituali nella Famiglia di Dio, nel Regno di Dio, al ritorno di Giosuè il Cristo. Dio ha rivelato che questi due pani venivano offerti nel Giorno di Pentecoste e che rappresentano i 144.000 che ritorneranno con Cristo al suo ritorno.

Notate come questi due pani, che rappresentano le primizie, vengono descritti nel Libro della Rivelazione.

“Poi vidi l’Agnello che stava in piedi sul monte di Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti. Udii quindi una voce dal cielo come il fragore di molte acque e come il rumore di un forte tuono; e la voce che udii era come di citaredi che suonavano le loro cetre. Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti ai quattro esseri viventi e davanti agli anziani; e nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra. Essi sono quelli che non si sono contaminati con donne; sono infatti vergini [Spiritualmente parlando]. Essi sono quelli che seguono l’Agnello, dovunque egli va; essi sono stati riscattati fra gli uomini, per essere primizie a Dio e all’Agnello” (Rivelazione 14:1-4).

Questi individui, le primizie, sono stati riscattati dagli esseri umani durante i primi 6.000 anni. Sono stati portati fuori dal peccato, sono stati perdonati dai loro peccati, sono stati purificati davanti a Dio mediante Giosuè il Cristo. Questi 144.000 che sono menzionati come “le primizie” in Rivelazione 14:4 sono gli stessi che sono menzionati in Rivelazione 5:9 come coloro che sono stati “paragonati a Dio” dal sangue di Cristo e in Rivelazione 7:14 come quelli che “hanno lavato le loro vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello.

Quei due pani erano fatti con una quantità molto piccola di grano dalle “primizie della terra”. Nello stesso modo i 144.000 sono un numero molto piccolo rispetto a tutti i miliardi di persone che hanno vissuto in questo periodo di 6.000 anni.

Man mano che le persone acquisiscono una migliore comprensione del piano di Dio rivelato dai Suoi Sabati, possono iniziare a capire perché nell’Antico Testamento solo poche persone ebbero una vera relazione con Dio. Il periodo dell’Antico Testamento copre i primi 4.000 anni dell’uomo, fino al tempo della prima venuta di Cristo come Agnello Pasquale di Dio. Capire questo aiuterà anche a capire perché la Chiesa è stata vista come il Suo piccolo gregge negli ultimi 2.000 anni. La Chiesa non è mai stata una grande organizzazione sulla terra, perché il piano di Dio consiste nel redimere solo 144.000 persone da questo periodo di 6.000 anni.

Ciò che è scritto in Levitico 23 collega direttamente i Giorni dei Pani Azzimi e il giorno di Pentecoste. Entrambi hanno a che fare con la raccolta anticipata che viene chiamata delle “primizie della terra”. Giosuè il Cristo è il primo delle primizie del raccolto di Dio e i 144.000 sono il resto di quelle “primizie della terra”.

Molto di più è contenuto nel significato del giorno di Pentecoste, ma qui è stata data solo una spiegazione di base di chi sono coloro che sono chiamati le primizie.

La storia della Pentecoste è di grande importanza. Dio condusse i figli d’Israele fuori dall’Egitto e li portò attraverso il deserto al Monte Sinai dove, il giorno di Pentecoste, diede loro la Sua legge sotto forma dei Dieci Comandamenti. Tuttavia, l’esempio della storia degli israeliti mostra che non potevano osservare la legge. Gli esseri umani carnali, da soli, sono incapaci di osservare la giustizia della legge di Dio. Al giorno d’oggi una delle tribù di Israele, Giuda, generalmente conosciuta come il popolo ebraico, ne è la prova vivente. Il meglio che l’uomo può fare, attraverso i propri sforzi, si riflette nella vita del popolo ebraico. Nessun’altra tribù d’Israele si attiene alla legge di Dio come la tribù di Giuda. Tutti gli altri si ribellarono a Dio molto prima di Giuda.

E sebbene il popolo ebraico sia il miglior esempio che si possa trovare tra gli esseri umani di obbedienza alle leggi di Dio, Cristo fu perseguitato da queste stesse persone. Ciò rende chiaro che, sebbene sembrassero obbedire alla legge dell’Antico Testamento di Dio, non capivano veramente le vie di Dio, tanto meno le Sue leggi. Se avessero capito questo, avrebbero riconosciuto Giosuè il Cristo come il Messia. Ma nella loro cecità il popolo ebraico rigettò l’insegnamento e l’istruzione che erano stati dati loro tramite il Figlio di Dio.

La testimonianza che ci viene data dalla loro vita e dalla vita di tutti gli israeliti è che di per sé l’umanità è incapace di vivere secondo le vie e le leggi di Dio. La Pentecoste rivela cosa manca nella loro vita – perché non hanno capito gli insegnamenti dell’Antico Testamento – e perché non riconobbero il Messia quando venne a parlare con loro quasi 2.000 anni fa.

Il Libro degli Atti rivela di più sull’importanza della Pentecoste nel piano di Dio. Dopo che Giosuè il Cristo morì e fu resuscitato, lui apparve ai discepoli. Possiamo leggere su questo all’inizio del Libro degli Atti.

“Io ho fatto il primo trattato [riferendosi a ciò che scrisse nel Libro di Luca], o Teofilo, circa tutte le cose che Giosuè prese a fare e ad insegnare, fino al giorno in cui fu portato in cielo, dopo aver dato dei comandamenti per mezzo dello spirito santo agli apostoli che egli aveva scelto. Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio” (Atti 1:1-3).

Il vangelo – la buona notizia – che Giosuè il Cristo insegnò ai discepoli, riguardava il Regno di Dio. Sebbene Cristo continuò con i discepoli per quaranta giorni dopo la Sua resurrezione, lo scopo di Dio era che Cristo rimanesse con Lui fino al momento in cui Egli tornasse con il Regno di Dio come Re dei re. Dieci giorni dopo che Cristo fu ricevuto in cielo, i discepoli osservarono la Pentecoste, e da quel giorno fu lo spirito santo a guidarli e istruirli, poiché Cristo non era più personalmente con loro.

“E, ritrovandosi [Cristo] assieme a loro, comandò loro che non si allontanassero da Gerusalemme, ma che aspettassero la promessa del Padre [riferendosi allo spirito santo]: «Che, egli disse, voi avete udito da me. Perché Giovanni battezzò con [greco – immerse in] acqua, ma voi sarete battezzati con [immersi nello] lo spirito santo, fra non molti giorni». Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?»” (Atti 1:4-6).

I discepoli non capivano che Giosuè il Cristo venne la prima volta per essere il sacrificio pasquale e che sarebbero passati quasi 2.000 anni prima che il Regno di Dio fosse stabilito sulla terra. Pensavano che avrebbe adempiuto le profezie stabilendo quel Regno a quel tempo.

“Ma egli disse loro: «Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di Sua propria autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo spirito santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra»” (Atti 1:7-8).

La venuta del Regno di Dio a questa terra non era per il loro tempo, ma per ora, per l’epoca in cui viviamo noi! Questo avrà luogo fra molto poco, perché Dio ha rivelato che tutti i Sigilli della Rivelazione sono già stati aperti. L’apertura dei Sigilli è un indicatore importante per poter sapere quando si svolgeranno gli ultimi eventi del tempo della fine. Sì, la realtà che fa riflettere è che l’Ultimo Sigillo – il Settimo Sigillo – è già stato aperto e tutto ciò che rimane prima dell’inizio della Terza Guerra Mondiale, sono gli eventi delle prime quattro Trombe che saranno innescate dalla detonazione di bombe nucleari.

Giosuè diede istruzioni molto chiare ai discepoli sul giorno di Pentecoste. Disse loro che dovevano rimanere a Gerusalemme finché non avessero ricevuto la promessa dello spirito di Dio. In Atti 2 potete leggere cosa accadde allora, quando i discepoli ricevettero lo spirito di Dio. Molte persone che assistettero a questo importante evento il giorno di Pentecoste credettero alle parole che sentirono dai discepoli e chiesero ai discepoli cosa dovevano fare.

“Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Giosuè Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello spirito santo»” (Atti 2:38).

Sebbene la legge di Dio fosse stata data agli israeliti il giorno di Pentecoste, Dio rivelò all’umanità che il Suo modo di vivere non può essere vissuto solo attraverso lo sforzo umano, ma che abbiamo anche bisogno del Suo spirito santo in noi. È questo che mancava ai figli d’Israele. Manca ancora nella vita di tutti coloro che dimorano sulla terra, eccetto quelli cui Dio ha chiamato alla Sua vera Chiesa e a cui ha dato a comprendere la Sua verità.

La parola e il modo di vivere di Dio sono una questione di spirito, e uno deve ricevere questo spirito per comprendere la vera volontà di Dio. Altrimenti, quando le persone leggono le parole di Dio, si limitano al proprio ragionamento umano per formare idee e credenze su Dio e Giosuè il Cristo. Questo è il motivo per cui ci sono così tante religioni su questa terra, tutte in conflitto tra loro in ciò che insegnano. C’è solo una vera Chiesa e una verità – un solo modo di vivere che viene da Dio.

Di nuovo, gli esseri umani non possono uscire dal peccato da soli. Gli esseri umani non possono obbedire a Dio e uscire dal peccato – che è ciò che rappresenta la Festa dei Pani Azzimi – senza che lo spirito di Dio dimori in loro. Solo se accettiamo Giosuè il Cristo come nostra Pasqua possiamo essere perdonati dei nostri peccati. E mentre questo processo di pentimento e perdono ha luogo, Dio ci aiuta dandoci il Suo spirito in modo che noi si possa ottenere la salvezza.

Il libro degli Atti prosegue mostrando che dopo il battesimo dobbiamo ricevere “l’imposizione delle mani” tramite il ministero di Dio. E poi, se ci siamo pentiti, siamo generati dallo spirito di Dio. È attraverso lo spirito di Dio che siamo generati spiritualmente. Questo è simboleggiato dal processo attraverso il quale gli esseri umani vengono generati fisicamente. Quando uno spermatozoo permea l’uovo umano, viene generata una vita. L’essere non è ancora nato, ma si sviluppa in embrione fino al momento della nascita.

Il processo attraverso il quale una persona è generata dallo spirito di Dio è come il processo del concepimento degli esseri umani. Dopo essere stati generati dallo spirito di Dio, iniziamo a crescere spiritualmente, come un embrione. Continuiamo in questo processo di crescita spirituale, superando la nostra natura umana egoista, maturando, fino al momento in cui possiamo nascere nella Famiglia di Dio, nel Regno di Dio.

I seguaci del cristianesimo tradizionale non capiscono cosa significhi veramente “nascere di nuovo”. La maggior parte di loro pensa che questa sia una sorta di “esperienza religiosa” che induce una persona ad accettare l’individuo che chiamano “Gesù” Cristo. E sebbene queste persone spesso sperimentino qualcosa a livello emotivo, che è accompagnato da un cambiamento nel loro approccio alla vita, questo non ha nulla a che fare con la verità che Dio rivela.

Nicodemo, che era un importante leader religioso del suo tempo, andò a parlare con Giosuè e gli fece domande sul Regno di Dio. Ma Nicodemo non riusciva a capire cosa gli disse Giosuè. Giosuè disse a Nicodemo: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». (Giovanni 3: 3). Ma Nicodemo poteva solo pensare a ciò che Cristo gli aveva detto come qualcosa di fisico. Poi chiese a Giosuè: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?». (Versetto 4)

Notate la risposta di Giosuè:

“Giosuè rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di spirito, non può entrare nel regno di Dio. Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo spirito è spirito»” (Giovanni 3:5-6).

Giosuè spiegò questo molto chiaramente. Disse che ciò che nasce fisicamente può essere prodotto solo da qualcosa di fisico. Nella vita umana, quando uno spermatozoo feconda un uovo, viene prodotto un embrione fisico. Tutto è fisico. Il processo fisiologico di un embrione che cresce nel grembo materno, produce la nascita di un bambino.

Dio ha dato all’uomo uno spirito umano che lo differenzia dagli animali. È questo che produce la nostra individualità. Non siamo preprogrammati per reagire alla natura, come Dio ha creato il regno animale. Con questa “essenza spirituale” nella mente umana, abbiamo la capacità divina di pensare, creare e memorizzare. Questa capacità fa di noi esseri individuali e unici. Abbiamo la libertà di scelta; abbiamo il libero arbitrio.

Dio non può creare un carattere perfetto e giusto negli altri; questo può solo essere compiuto attraverso la libera scelta. Altrimenti, saremmo programmati “come robot” per agire perfettamente in materia di moralità e vivere in conformità con la legge di Dio. Ma Dio vuole che si scelga questo noi stessi. Dobbiamo scegliere se vogliamo vivere secondo i nostri modi egoistici o secondo le vie di Dio. E ancora, Dio è Colui che decide quando ci offre la possibilità di scegliere. E fino a quel momento – finché Dio non offrirà questa opportunità alle persone – gli esseri umani rifiuteranno sempre Dio. Questa è la testimonianza di tutta la storia dell’umanità! Ed è per questo che Dio sceglie il miglior momento possibile, il Suo momento perfetto, per offrire alle persone l’opportunità di ricevere Lui e il Suo modo di vivere.

Paolo condivise questa conoscenza della mente umana con i corinzi. Paolo spiegò che le persone che fanno parte della Chiesa di Dio possono comprendere i misteri di Dio. E nessuno può capire questi “misteri” senza lo spirito di Dio. Ed è per questo che le vie di Dio rimangono nascoste, sono un mistero per gli esseri umani.

“Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del Suo spirito, perché lo spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi tra gli uomini, infatti, conosce le cose dell’uomo, se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così pure nessuno conosce le cose di Dio, se non lo spirito di Dio” (1 Corinzi 2:10-11).

Paolo mostra chiaramente che senza lo spirito santo di Dio le persone non sono in grado di conoscere le verità e le vie di Dio, perché Lui Stesso deve rivelarle. L’umanità può capire solo le cose che sono su un piano fisico e non può capire le cose che sono su un piano spirituale. Questo è il motivo per cui Nicodemo non poteva capire ciò che Cristo gli stava dicendo. Il punto è che non era attratto dallo spirito santo di Dio.

Lo spirito è il potere di Dio, non è un “essere”, come insegna il cristianesimo tradizionale. La dottrina della trinità è falsa! Non esiste un essere chiamato “Spirito Santo”.

“Ora noi [parlando alla Chiesa] non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio. Di queste anche parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo spirito santo, impiegando un linguaggio spirituale per le cose spirituali. Or l’uomo naturale [l’essere umano] non riceve le cose dello spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente” (1 Corinzi 2:12-14).

Gli esseri umani da soli non sono in grado di conoscere Dio e le Sue vie a meno che non le riveli. Questa è la ragione per cui l’umanità ha continuamente rifiutato Dio e le Sue vie. L’orgoglio del ragionamento umano egoistico rifiuta la verità di Dio. Invece, l’umanità ha formulato delle idee religiose e concetti di Dio che sono più di suo gradimento. La testimonianza dell’umanità in 6.000 anni è che rifiuta Dio. Ecco perché ci sono persone che odieranno ciò che è scritto in questo libro. Non possono superare il proprio orgoglio! Questo è anche il motivo per cui questo mondo deve essere portato all’umiltà prima che Giosuè il Cristo ritorni come Re dei re.

Se queste cose le capite, allora c’è solo una spiegazione! È che Dio vi sta dando questa opportunità e questa capacità. Siete attratti dallo spirito di Dio. Se è così, allora la scelta è vostra. Accetterete ciò che è vero? Alcuni dovranno affrontare dei tempi più difficili, vivendo eventi catastrofici che possono avere l’effetto di motivare le persone a rivolgersi a Dio per ottenere aiuto e delle risposte. Più le persone insisteranno nel rifiutare Dio, meno possibilità avranno di ricevere il Suo aiuto e favore per sopravvivere alle cose che devono venire.

Dio inizierà a chiamare il mondo intero! Eppure la maggior parte delle persone non si umilierà per ricevere il Regno di Dio che presto sarà qui.

Ma torniamo alla storia del giorno di Pentecoste. Il processo di concepimento e nascita fisica può solo produrre ciò che è fisico. Lo stesso accade con la nascita a livello spirituale. Una persona deve essere generata dallo spirito di Dio. Questo è qualcosa che avviene quando lo spirito di Dio impregna “lo spirito umano” che Dio ha dato a tutti gli esseri umani. Dopo essere stati battezzati tramite un’immersione totale nell’acqua, usciamo dall’acqua e da quel momento dobbiamo vivere in modo diverso, dobbiamo iniziare una nuova vita. Subito dopo il battesimo riceviamo “l’imposizione delle mani” da un ministro di Dio e possiamo essere generati dallo spirito santo di Dio.

Una volta generati dallo spirito santo di Dio, si può iniziare a crescere spiritualmente, ma solo “in embrione” nel seno della Chiesa. Continuiamo a vivere in un corpo fisico, ma ora con lo spirito santo di Dio in noi. Cominciamo a vivere una nuova vita, combattendo contro la nostra carne – superando la natura umana – e così si sviluppa in noi un carattere santo e retto. Questo processo ci permette finalmente di “nascere” nel Regno di Dio, nella Famiglia di Dio, come esseri spirituali, pienamente “nati dallo spirito”.

Giosuè il Cristo spiegò a Nicodemo che “ciò che è nato dalla carne è carne”. Spiegò che la carne (ciò che è fisico) può solo produrre qualcosa che è carne, qualcosa di fisico. Il concepimento umano porta solo ad una nascita a livello fisico. Ma Cristo continuò, spiegando: “ciò che è nato dallo spirito è spirito”. È solo quando una persona è generata dallo spirito santo di Dio, che essa può, col tempo, nascere – può entrare – nel Regno di Dio.

È tramite questo processo che tutte le primizie entreranno nel Regno di Dio. Al ritorno di Giosuè il Cristo, queste primizie saranno resuscitate a vita spirituale, come esseri spirituali, composti di spirito nella Famiglia di Dio.

Il giorno di Pentecoste rappresenta il “mezzo” attraverso il quale una persona può comprendere le vie di Dio e vivere secondo le vie di Dio. Poi, con il tempo, questa persona cresce e raggiunge la maturità e può essere trasformata da mortale a immortale, da fisica a spirituale, può nascere nella Famiglia spirituale di Dio. Il Giorno di Pentecoste rappresenta anche le primizie della Famiglia di Dio, quelli che risorgeranno per primi, tra tutti gli esseri umani, alla fine dei 6.000 anni dell’umanità sulla terra. Tutti coloro che verranno in seguito dovranno passare attraverso lo stesso processo, dovranno essere attratti dallo spirito di Dio e dovranno essere generati dallo spirito santo di Dio per poter nascere nella Famiglia di Dio.

Nel corso di questo periodo finale del tempo della fine, fu nel 2008 che Dio rivelò un’ulteriore verità alla Sua Chiesa sul tema della Pentecoste. Questa verità riguarda il momento effettivo del ritorno di Cristo, quando stabilirà il Regno di Dio sulla terra.

Giosuè il Cristo viene chiamato il primo delle primizie ed è raffigurato dall’offerta del Covone che veniva agitato davanti a Dio per essere accettato da Lui come il primo ad essere ricevuto nella vita spirituale nel Suo Regno – nella Sua Famiglia. Cristo adempì perfettamente questa offerta del Covone Agitato quando fu accettato da Dio la domenica mattina dopo la sua risurrezione. Per compiere ciò, Cristo doveva essere accettato da Dio l’esatta mattina del giorno in cui il Covone Agitato doveva essere osservato.

L’offerta del Covone Agitato avveniva sempre la domenica mattina durante la Festa dei Pani Azzimi. Era da questo momento che le persone dovevano contare 50 giorni, per sapere quando osservare l’annuale Giorno Santo di Pentecoste.

Dio ha rivelato che, allo stesso modo, anche il resto delle primizie – i 144.000 – rappresentate dai pani agitati che devono essere accettati da Lui, devono pure essere resuscitate e ricevute da Dio in questo Giorno Santo per adempiere al loro significato. Queste primizie devono essere ricevute nel Suo Regno – nella Sua Famiglia – nella vita spirituale, proprio come lo fu Cristo quando adempì l’offerta del Covone Agitato. L’offerta del Covone Agitato e l’offerta dei Pani Agitati sono correlate per quanto riguarda il loro tempismo e significato.

Dio ha ora rivelato che sarà in un giorno di Pentecoste che Cristo tornerà. È allora che sarà unito ai 144.000 che in quel momento risorgeranno nel Regno di Dio. Verranno quindi con Cristo come un grande esercito di spiriti che porrà fine alla Terza Guerra Mondiale, dopodiché stabiliranno il Regno di Dio per regnare sull’umanità nel Millennio.


LA FESTA DELLE TROMBE

Procedendo da un Giorno Santo annuale a quello che segue, più ci viene rivelato sul piano e proposito di Dio per l’umanità. Arriviamo quindi al quarto Giorno Santo annuale che ha luogo in autunno nell’emisfero settentrionale. Questo giorno è conosciuto nel giudaismo come Rosh Hashanah, e sebbene il giudaismo abbia perso il vero significato e lo scopo dei giorni santi di Dio, essi sanno quando questi giorni devono essere celebrati.

Il giorno esatto della Festa delle Trombe è di solito a settembre o all’inizio di ottobre nel calendario romano.

“L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Nel settimo mese [del calendario di Dio], il primo giorno del mese avrete un Sabato, una commemorazione festiva [una celebrazione annuale] annunciata a suon di trombe, una santa convocazione»” (Levitico 23:23-24).

La Festa delle Trombe è essenzialmente connessa agli eventi che conducono alla venuta di Cristo – incluso quest’evento stesso – per stabilire il Regno di Dio, il Suo governo sulla terra. Il significato del giorno di Pentecoste ha a che fare con la venuta di Cristo e dei 144.000 che risorgeranno e torneranno con lui, ma il significato della Festa delle Trombe comprende anche questo evento (che è annunciato dalla Settima Tromba) e gli eventi che seguono. Quest’ultima Tromba include anche eventi che permetteranno di stabilire il governo di Dio dopo il ritorno di Cristo con i 144.000. Questi eventi collegano il significato della Pentecoste a quello della Festa dei Tabernacoli, che rappresenta il Millennio.

Il significato più importante dell’adempimento della Festa delle Trombe è l’annuncio – il suono delle trombe – che proclama la venuta del Re dei re, che regnerà su tutti gli esseri umani come il Messia profetizzato.

Nella sua prima lettera ai Tessalonicesi, Paolo parla delle trombe e del loro significato, contenuto nell’adempimento della Festa delle Trombe.

“Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza [Paolo qui parla alla Chiesa, a coloro che Dio ha chiamato per far parte dei 144.000] riguardo a quelli che dormono [quelli che furono chiamati negli ultimi 6.000 anni e che sono morti nella fede], affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Giosuè è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio ricondurrà [manderà] per mezzo di Giosuè, quelli che si sono addormentati [Dio li resusciterà in modo che possano ritornare con Giosuè al suo ritorno]” (1 Tessalonicesi 4:13-14).

“Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore [parlando di quelli che sono stati chiamati per far parte delle primizie, dei 144.000, e che saranno ancora vivi al ritorno di Cristo], non precederemo coloro che si sono addormentati [morti in Cristo], perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti [quei pochi che pure sono stati chiamati per far parte delle primizie, per far parte della Chiesa e che saranno ancora vivi al ritorno di Cristo], verremo presi assieme a loro e portati sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore” (1 Tessalonicesi 4:15-17).

Paolo descrisse questo stesso evento alla Chiesa di Corinto.

“In un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili [sarà loro data una vita spirituale] e noi saremo trasformati” (1 Corinzi 15:52).

Paolo spiega più dettagliatamente questo evento nel piano di Dio che avrà luogo quando gli eventi annunciati dall’ultima tromba – la Settima Tromba – cominceranno a realizzarsi. Quando questo evento, annunciato da questa tromba, inizierà a verificarsi, i 144.000 risorgeranno. Saranno risuscitati prima quelli che sono già morti, seguiti immediatamente da coloro che sono ancora in vita, che fanno parte dei 144.000, saranno trasformati da esseri fisici in esseri spirituali.

La maggior parte di coloro che sono stati suggellati come primizie – i 144.000 – sono morti, ma in quel momento, quando si adempirà l’evento di quell’ultima tromba, saranno resuscitati alla vita immortale. Le poche primizie ancora in vita in quel momento saranno cambiate in un istante, dalla vita fisica mortale, diventeranno esseri spirituali immortali, per far parte della Famiglia di Dio – il Regno di Dio.

“Poi il settimo angelo suonò la tromba e si fecero grandi voci nel cielo, che dicevano: «I regni del mondo sono divenuti il regno del Signor nostro e del Suo Cristo, ed Egli regnerà nei secoli dei secoli»” (Rivelazione 11:15).

Tutti gli individui che Dio ha chiamato negli ultimi 6.000 anni, che fanno parte delle primizie, risorgeranno quando avrà luogo questo evento annunciato dall’ultima Tromba – il primo evento annunciato dalla Settima Tromba del Settimo Sigillo. Tuttavia, è il Giorno Santo di Pentecoste che rivela il tempo reale del ritorno di Cristo con i 144.000. Detto questo, è la proclamazione di tutte le Sette Trombe che porta a questo grande adempimento. Il principale adempimento della Festa delle Trombe è contenuto in ciò che annunciano le Sette Trombe.

Ciascuno dei Giorni Santi di Dio rappresenta una parte molto specifica del suo piano per l’umanità. Spesso il loro significato e scopo si sovrappongono e sono intrecciati perché fanno tutti parte di un processo di salvezza della durata di 7.100 anni.

Le prime Sei Trombe riguardano eventi che riguardano la Terza Guerra Mondiale. Gli eventi delle Trombe che precedono la Settima Tromba fanno tutti parte di ciò che rende possibile l’adempimento dell’inizio della Settima Tromba.

L’annuncio della Settima Tromba inizia con la dichiarazione: “I regni del mondo sono divenuti il regno del Signor nostro e del Suo Cristo, ed Egli regnerà nei secoli dei secoli”. Una volta che questa parte del significato della Pentecoste si è adempiuta, con il ritorno di Cristo e dei 144.000, il significato delle Trombe porta alla realizzazione di qualcos’altro che va oltre quell’evento e stabilisce Cristo come Re dei re.

Le trombe sono usate per annunciare la venuta di Cristo come Re, ma sarà incoronato come Re su tutta la terra solo quando lui e i 144.000 avranno il controllo di tutto. Gli eventi annunciati dalle prime sei trombe sono segnali d’allarme di guerra prima della venuta di Cristo. La Settima Tromba non solo annuncia il ritorno di Cristo con i 144.000, ma annuncia anche una guerra, una guerra che continuerà anche dopo il ritorno di Cristo. Lo scopo di quella guerra è quello di stabilire fermamente il governo del Regno di Dio su tutte le nazioni.

“Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. I suoi occhi sono come fiamma di fuoco e sul suo capo vi sono molti diademi [figurativamente parlando – ora governando su tutte le nazioni], e aveva un nome scritto che nessuno conosce se non lui; era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama La Parola di Dio [è Giosuè il Cristo]. E gli eserciti [i 144.000] che sono nel cielo [nell’atmosfera della terra, nell’aria] lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro. Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio Onnipotente. E sulla sua veste e sulla coscia portava scritto un nome: Re dei re e Signore dei signori” (Rivelazione 19:11-16).

Il compimento finale, illustrato dalle Trombe, che porta alla venuta di Cristo, continuerà per qualche tempo dopo il Suo ritorno. Questo avrà lo scopo di stabilire il suo regno con il Regno di Dio che poi regnerà sulla terra. È stato anche citato prima che a quel tempo Cristo e i 144.000 inizieranno a distruggere coloro che distruggono la terra.

In questo modo il significato della Festa delle Trombe è legato al significato del Giorno di Pentecoste; attraverso le Trombe, in modo che il Millennio – che è ciò che rappresenta la Festa dei Tabernacoli – possa essere stabilito.

Le trombe avevano un significato importante per gli israeliti. Dopo essere stati liberati dall’Egitto, si spostarono nel deserto per quarant’anni e durante tutto quel tempo le trombe venivano usate per segnalare istruzioni speciali, come spostarsi da un accampamento all’altro. Le trombe venivano usate anche come allarme di guerra. Dovrebbe essere chiaro che l’uso fisico di queste trombe da parte degli israeliti apporta il suo significato all’adempimento del piano e del proposito di Dio contenuti nella Festa delle Trombe.


IL GIORNO DELL’ESPIAZIONE

Il Giorno dell’Espiazione è il quinto Sabato annuale. Nel giudaismo questo giorno viene chiamato Yom Kippur, e il giorno corretto della sua osservanza è solitamente segnato sul Calendario Romano con lo stesso nome.

“L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: «Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il Giorno dell’Espiazione. Ci sarà per voi una santa convocazione [un’assemblea comandata]; umilierete le anime vostre [digiunando; senza mangiare o bere nulla] e offrirete all’Eterno un sacrificio fatto col fuoco. In questo giorno non farete alcun lavoro, perché è il Giorno dell’Espiazione, per fare espiazione per voi davanti all’Eterno, il vostro Dio»” (Levitico 23:26-28).

“«Non farete alcun lavoro. È una legge perpetua per tutte le vostre generazioni, in tutti i luoghi dove abiterete. Sarà per voi un Sabato [un Sabato annuale] di riposo, in cui umilierete le anime vostre; il nono giorno del mese [iniziando al tramonto del nono giorno], dalla sera alla sera seguente [fino al tramonto del giorno successivo], celebrerete il vostro Sabato»” (Levitico 23:31-32).

Questo Sabato annuale raffigura l’intero processo, dalla Pasqua dell’Eterno fino alla Festa delle Trombe. Gran parte di questo processo sarà stato compiuto quando Cristo tornerà e Satana sarà stato allontanato dagli esseri umani.

Questo giorno rappresenta il processo di espiazione, il processo attraverso il quale gli esseri umani possono essere riconciliati a Dio. Dopo che si sarà compiuto ciò che rappresenta la Festa delle Trombe, le primizie di Dio saranno totalmente espiate, saranno riconciliate a Dio. L’intero processo – che si svela attraverso la Pasqua dell’Eterno, i Giorni dei Pani Azzimi, il Giorno di Pentecoste e la Festa delle Trombe – mostra come le primizie potranno nascere nella Famiglia di Dio, potranno entrare a far parte del Regno di Dio.

Anche se il processo sarà stato totalmente completato nelle primizie, ci saranno ancora miliardi di persone da espiare – da riconciliare – a Dio. Ogni essere umano dovrà sempre passare attraverso lo stesso processo di coloro che, chiamati durante i primi 6.000 anni, fanno già parte dei 144.000. Il Giorno dell’Espiazione illustra l’intero processo. Tutti devono raggiungere l’unità e l’armonia con Dio e diventare uno con Lui.

Il processo di riconciliazione con Dio Padre attraverso il sangue di Giosuè il Cristo inizia con la Pasqua dell’Eterno. Dobbiamo pentirci, dobbiamo uscire dall’Egitto spirituale (dal peccato), raffigurato dalla Festa dei Pani Azzimi, dobbiamo essere battezzati e ricevere l’impregnazione dello spirito di Dio (simboleggiato dalla Pentecoste).

Man mano che cresciamo spiritualmente e superiamo la nostra natura, Dio può iniziare a trasformare il nostro modo di pensare e portarci in unità e armonia con il Suo unico vero modo di vivere. Una volta che una persona ha attraversato con successo l’intero processo, può arrivar ad essere in completa unità con Dio ed essere trasformata da mortale a immortale, da fisica a spirito, nel Regno di Dio.

“Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio. E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio” (Romani 12:1-2).

Il Regno di Dio è la Famiglia di Dio. Esso sarà composto da esseri spirituali che una volta erano esseri umani. Saranno in unità con Dio per tutta l’eternità.


Il destino di Satana e dei demoni

Questo giorno rappresenta quel processo di riconciliazione – di espiazione – con Dio, ma rappresenta anche il compimento di un evento importante. Questo giorno rappresenta il fatto che l’essere che esercita una potente influenza su di noi per quanto riguarda il peccato, sarà completamente rimosso dagli esseri umani.

Quando il Regno di Dio verrà su questa terra, a tutti da quel momento in poi sarà offerta la possibilità di iniziare questo processo di espiazione, di riconciliazione con Dio, a differenza di solo i pochi a cui è stata offerta durante i primi 6.000 anni. Questo sarà dovuto in gran parte a ciò che succederà a Satana e ai demoni – il loro destino.

Quando verrà il Regno di Dio, l’umanità sarà stata liberata dalle sue vie distruttive. Giosuè il Cristo regnerà allora su tutta la terra insieme ai 144.000 che saranno risuscitati al suo ritorno. Le vie di Dio governeranno il corso dell’umanità. La giustizia sarà rapida. La conoscenza di Dio riempirà la terra. Le persone impareranno a vivere in pace e armonia tra loro.

Allora ci sarà solo una religione su tutta la terra. Ci sarà un solo governo su tutta la terra. Tutti avranno l’opportunità di osservare il Sabato nel settimo giorno e di celebrare i Giorni Santi annuali di Dio. Armonia, pace ed un amore autentico abbonderanno nelle famiglie, nella società, nelle imprese d’affari e nella vita di tutti coloro che sceglieranno di vivere secondo il modo di vita di Dio.

Le false religioni, la politica, i lobbisti, i governi ingombranti e burocratici, l’avidità aziendale, il traffico di droga, il traffico di esseri umani e tanti altri mali nel mondo di oggi non saranno tollerati. La via dell’avidità competitiva sarà sostituita dalla via della cooperazione, orientata a beneficio degli altri e del pianeta.

Ma anche con tutti questi incredibili miglioramenti di cui gli esseri umani potranno godere allora, ci sarà ancora un grande ostacolo per gli esseri umani per conseguire la pace, armonia e prosperità. Questo ostacolo è Satana e i demoni (gli angeli che si ribellarono insieme a lui). Il Giorno dell’Espiazione rappresenta anche il fatto che Satana e i demoni saranno allontanati dagli esseri umani.

Lucifero era uno degli arcangeli che Dio ha creato. Dio diede a Lucifero e a un terzo degli angeli la responsabilità di prendersi cura del pianeta Terra. Il governo di Dio era gestito da questo importante arcangelo. La sua storia mette in evidenza il suo orgoglio e la sua ribellione verso Dio. In Isaia 14:12–14 ed Ezechiele 28:12–17 potete leggere un riassunto della storia di questo essere e farvi un’idea di chi egli sia. Ma in tante parti della Bibbia si possono trovare ulteriori frammenti sulla sua storia.

Dio non ha rivelato la durata di questi vari eventi. Tuttavia, le prove trovate nel nostro immediato sistema solare, così come sulla terra stessa, rivelano molto se messe a confronto con i veri resoconti delle scritture. Milioni di anni fa, Dio creò l’universo e la nostra terra. Ma, ancora una volta, in nessuna parte delle scritture Dio ha rivelato il tempo o l’ordine esatto in cui si verificarono questi eventi.

Prima di creare l’universo ed il pianeta Terra, Dio creò il regno angelico. Dio è spirito e gli esseri che ha creato sono spirito. Non esisteva niente allora, tranne il mondo spirituale. La mente umana è molto limitata e possiamo solo comprendere il mondo fisico che ci circonda. La nostra capacità di comprendere il mondo spirituale si limita ai concetti delle cose fisiche che ci circondano. Dio ha rivelato di aver creato un universo fisico che includeva questa terra. La Bibbia ci dice che gli angeli si rallegrarono nel vedere la creazione fisica di Dio.

Dio rivelò al regno angelico alcune parti del Suo piano di creare una Sua propria Famiglia tramite gli esseri umani. Nel Libro degli Ebrei Dio rivela che gli angeli furono creati col fine di servire coloro che prima avrebbero vissuto un’esistenza fisica come esseri umani e che alla fine sarebbero nati nella Famiglia di Dio.

Ad un certo punto nel tempo Lucifero iniziò a desiderare di più per se stesso. Non era d’accordo con i piani di Dio o con lo scopo della creazione fisica. Si ribellò a Dio e quasi un terzo del regno angelico alla fine si ribellò con lui. Il risultato fu che fu combattuta una grande guerra nel mondo spirituale, che si estese alla creazione fisica.

Dio disse che la terra, come originalmente creata da Lui, era perfetta e bella. Allora c’era vita sulla terra, ma non era lo stesso tipo di vita che sarebbe esistita quando l’uomo sarebbe stato finalmente creato. Esistevano sulla terra forme di vita terrestre, aeree e acquatiche. I resti scheletrici di molte di queste creature sono in mostra nei musei e possono essere visti in tutto il mondo.

Ma cosa accadde? Gli scienziati cercano di dare le loro interpretazioni “intellettuali” in risposta a queste domande, ma la semplice realtà è che fu tutto rapidamente distrutto al tempo della ribellione di Lucifero. Tutta la vita sulla terra venne improvvisamente distrutta. Questo accadde centinaia di migliaia di anni fa. La storia che inizia nella Genesi parla della creazione dell’umanità, nonché di piante e animali che completano l’ambiente degli esseri umani. Non si tratta della creazione originaria della terra stessa. Dio creò la terra molto prima di creare gli esseri umani.

“Nel principio [Nella lingua ebraica non esiste l’articolo determinativo. Per questa ragione la traduzione corretta deve essere in un principio] Dio creò i cieli e la terra. [In un principio, nel corso di moltissimo tempo, milioni e milioni di anni fa, Dio creò la terra e tutto l’universo. Non si tratta di un’evoluzione. Dio semplicemente impiegò moltissimo tempo per concludere questa Sua creazione] La terra era [ebraico: “divenne”] informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso; e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Genesi 1:1-2).

In questo resoconto, la terra esisteva già. Era stata creata milioni di anni prima. Tuttavia, era arrivata ad essere in uno stato di desolazione e disordine. L’oscurità avvolgeva l’intera terra. Come viene affermato, il potere dello spirito di Dio iniziò ad aleggiare sulla superficie delle acque della terra, poiché le acque già esistevano. Quindi, Dio iniziò a lavorare sull’intera terra per restaurare la vita nel pianeta. Era tutto in uno stato di caos. Dio quindi iniziò a rinnovare la faccia della terra, come descritto nei Salmi. Sì, il pianeta Terra fu creato milioni di anni fa, ma gli esseri umani furono creati solo 6.000 anni fa.

Dio aveva rivelato agli angeli il Suo piano per creare la Sua propria famiglia – Elohim – e disse loro che questa famiglia sarebbe stata molto più importante degli angeli stessi. E a causa di questo Satana cominciò a rivoltarsi contro Dio. Satana odiava il piano di Dio di creare esseri che alla fine sarebbero stati più importanti di lui. Lui poi contagiò un terzo degli angeli con la sua invidia, con le sue gelosie, e loro decisero di distruggere tutta la vita sulla terra. E questo è esattamente quello che fecero. In un istante distrussero tutta la vita che allora esisteva su questo pianeta. Dio non ha ancora rivelato agli esseri umani come tutto questo accadde; ha solo rivelato che questo è ciò che accadde.

Quando la ribellione di Lucifero ebbe luogo, Dio cambiò il nome di quest’essere da Lucifero a Satana e quegli angeli che lo seguirono divennero noti come demoni. Dio li ha confinati su questa terra. La loro presenza e influenza sull’umanità servirebbero come parte del piano di Dio per rivelare la distruttività e il male di tutto ciò che resiste alle Sue vie giuste.

Quando Lucifero si ribellò, ciò portò alla cessazione del governo di Dio sulla terra. Ma ora, nel nostro tempo, il governo di Dio verrà ristabilito. Giosuè il Cristo inaugurerà il Regno di Dio, il governo di Dio sulla Terra.

Sì, il Giorno dell’Espiazione rappresenta anche il fatto che Satana e i demoni saranno rimossi dalla presenza di Dio e degli esseri umani. Essi non potranno mai più esercitare la loro influenza sugli esseri umani e non potranno nemmeno ingannarli, tranne che per un breve periodo di tempo, alla fine dei 1.100 anni di regno del Regno di Dio. Allora il Giorno dell’Espiazione avrà ancora più significato perché ancora una volta Satana e i demoni saranno allontanati dagli esseri umani, ma questa volta per sempre, per tutta l’eternità.

Il Giorno dell’Espiazione rappresenta un periodo in cui Satana e i demoni non avranno più alcuna parte nel disegno e nei piani di Dio per la vita eterna. Questo Sabato Annuale rappresenta un tempo meraviglioso in arrivo, in cui questo mondo sarà completamente espiato, completamente riconciliato con Dio.


LA FESTA DEI TABERNACOLI

Questo periodo di tempo ha un significato importante, ma sarà dato solo un riassunto di ciò che racchiude questa stagione dei Giorni Santi. Levitico 23 continua parlando dei Giorni Santi annuali e descrive l’ultimo della lista, che dura otto giorni. I primi sette giorni sono chiamati Festa dei Tabernacoli e il primo giorno di questa festa è un Sabato annuale. Questo periodo di sette giorni è seguito da una celebrazione nell’ottavo giorno, che è anche un Sabato annuale, l’ultimo giorno nella rivelazione del piano di Dio, che è chiamato l’Ultimo Grande Giorno.

La Festa dei Tabernacoli rappresenta il periodo di tempo in cui il Regno di Dio verrà e governerà gli esseri umani per 1.000 anni. Molto è già stato detto sulla venuta del Messia e sul suo regno sulla terra. Questa celebrazione festiva rappresenta un periodo di tempo che sarà inaugurato a breve sulla terra. Questo periodo di tempo inizierà quando Cristo e i 144.000 interverranno per porre fine alla Terza Guerra Mondiale.

Come è stato detto, il Sabato settimanale rappresenta gli ultimi 1.000 anni del piano di 7.000 anni di Dio. La Festa dei Tabernacoli si concentra principalmente sullo stesso periodo di tempo e rappresenta gli ultimi 1.000 anni, quando il Regno di Dio governerà su tutte le nazioni.

Nell’osservanza dell’Antico Testamento, questa festa di sette giorni era anche chiamata la Festa delle Capanne, perché Dio aveva ordinato agli israeliti di costruire delle piccole capanne (capanne all’aperto), delle piccole strutture temporanee fatte di ramoscelli, fogliame o rami di palma. Le persone dovevano sedersi in queste capanne e trascorrere in esse un po’ di tempo ogni giorno della Festa, meditando e ricordando come Dio li aveva liberati dalla prigionia in Egitto per condurli ad una ricca e prospera terra promessa. Dovevano ricordare che i figli di Israele avevano vissuto in dimore temporanee (tabernacoli) per 40 anni mentre vagavano attraverso il deserto, fino a quando Dio li portò nella terra promessa.

Questa festa doveva essere celebrata in questo modo fino alla fondazione della Chiesa di Dio, nel 31 d.C. Così come Cristo cambiò il modo in cui doveva essere osservata la Pasqua dell’Eterno, dopo la fondazione della Chiesa cambiò anche il modo in cui doveva essere celebrata la Festa dei Tabernacoli. Gli israeliti dovevano concentrarsi sull’aspetto fisico di come Dio li aveva liberati dall’Egitto per portarli ad una terra che aveva loro dato.

Ma per la Chiesa, Dio rivelò che dobbiamo celebrare la Festa dei Tabernacoli concentrandoci sul significato spirituale di ciò che gli israeliti facevano a livello fisico.

Il piano e lo scopo di Dio che viene rivelato durante questa stagione dei Giorni Santi ha a che fare con il modo in cui Dio sta guidando gli esseri umani verso una specie di terra promessa spirituale o eredità spirituale. In quanto esseri umani fisici, Dio ci ha dato dimore temporanee – i nostri corpi fisici – per vivere le nostre vite fisiche. Tuttavia, lo scopo di Dio è, al Suo tempo, di offrire agli esseri umani l’opportunità di essere liberati dalla schiavitù di una natura umana egoista e dalle vie degli esseri umani, che sono paragonati spiritualmente alla prigionia in Egitto.

Sebbene l’esistenza umana in un corpo fisico sia temporanea, lo scopo di Dio è di dare agli esseri umani una vita eterna in corpi spirituali – non più in dimore temporanee, ma in dimore spirituali per sempre, nella Famiglia di Dio, in Elohim.

Nello stesso modo in cui gli israeliti furono fisicamente liberati, anche gli esseri umani possono essere liberati dalla corruzione e dalla schiavitù che comporta il vivere in dimore temporanee mentre vaghiamo nel deserto di un’esistenza fisica. Con l’aiuto e la potenza dello spirito santo di Dio, l’umanità può crescere spiritualmente fino al momento in cui potrà essere liberata per entrare in una terra promessa spirituale e ricevere un’eredità incorruttibile nel Regno di Dio come Elohim.

Il regno millenario di Cristo e dei 144.000 raffigura un periodo senza guerre, un periodo privo di governi creati dall’uomo e senza quella confusione religiosa che ha imperversato negli ultimi 6.000 anni. L’umanità potrà godere di una prosperità, ricchezza di vita e pace come non ha mai sperimentato prima. La Festa dei Tabernacoli ritrae questa incredibile era che ora sta per essere inaugurata.

Questo periodo di Giorni Santi rappresenta questa nuova era di grande salvezza che l’umanità potrà sperimentare sotto il regno di Giosuè il Cristo e dei 144.000 che regneranno con lui. Questo periodo festivo non solo raffigura quel governo giusto che regnerà sull’umanità, ma raffigura anche” la Chiesa di Dio che si starà affermando come l’unico luogo in cui la vera forma di culto sarà praticata sulla terra.


L’ULTIMO GRANDE GIORNO

Nella Chiesa di Dio, il giorno immediatamente successivo alla Festa dei Tabernacoli (l’ottavo giorno), è tradizionalmente chiamato con uno dei due nomi: l’Ultimo Grande Giorno o il Giudizio del Grande Trono Bianco. Questo è il settimo e ultimo dei Sabati annuali di Dio. È un’entusiasmante rivelazione nel piano di Dio. Poiché la Pentecoste rappresenta il raccolto delle primizie all’inizio della primavera, così fa la Festa dei Tabernacoli che illustra il raccolto autunnale molto più grande, che si concentra sul Millennio e l’Ultimo Grande Giorno che conclude gli ultimi 100 anni.

L’ultimo Grande Giorno rappresenta un periodo di grande giudizio che avrà luogo dopo i 7.000 anni del piano di Dio. Questo è un periodo di giudizio che copre un periodo di 100 anni. Questo è il periodo di cui si è già parlato in questo libro, quando non ci sarnno più nascite umane. Dopo 7.000 anni, con l’avvento degli ultimi cento anni, il processo di riproduzione umana arriverà ad una fine.

Dato che si è già parlato in questo libro di questo ultimo periodo di cento anni di esistenza umana, non è necessario ripetere tutto qui, ma bisogna semplicemente capire che è questo che questo settimo Giorno Santo rappresenta.

Sarà allora che miliardi di persone verranno resuscitate a una seconda vita fisica. È durante questo periodo di 100 anni che tutti coloro che dovranno vivere una seconda vita fisica avranno l’opportunità di scegliere e vivere il modo di vita di Dio. Scegliendo questo, potranno far parte della Famiglia di Dio – del Regno di Dio – potranno nascere come esseri spirituali, come i 144.000.

Coloro che rifiuteranno moriranno una seconda volta – una seconda morte – e non riceveranno mai più la vita. La sentenza del giudizio di Dio per coloro che non vogliono far parte della Sua Famiglia non è un tormento eterno, ma è semplicemente una punizione che durerà per sempre. Questa punizione è la morte, il non risorgere mai più, ed è una punizione eterna.

Sarà durante questi ultimi 100 anni che miliardi di persone risorgeranno. Sia i vecchi che i giovani, tutti coloro che sono vissuti e sono morti riceveranno di nuovo la vita in corpi umani completamente sani e pieni di vigore. Sarà allora che potranno scegliere di far parte della Famiglia eterna di Dio. Questa è la storia dell’Ultimo Grande Giorno e la conclusione della creazione di Elohim!

Sarà durante questo periodo che miliardi di persone che sono vissute e morte nel corso dei primi 6.000 anni avranno l’opportunità di conoscere e scegliere il vero modo di vivere di Dio. A tutti verranno dati 100 anni di vita in questa seconda vita fisica per decidere di propria volontà se vorranno veramente il modo di vivere di Dio o no.

Sebbene molti sceglieranno Dio, ci saranno ancora molti che non lo faranno. Vorranno afferrarsi a qualcos’altro e molti vorranno semplicemente attenersi a ciò che hanno conosciuto e vissuto nella loro prima vita fisica.

Quest’ultimo Santo Giorno annuale rappresenta anche ciò che accadrà alla fine di quei cento anni. Alla fine di questo periodo milioni e milioni di persone avranno scelto la via di Dio e saranno cresciuti spiritualmente a un livello tale da poter poi essere cambiati da un’esistenza fisica ad una vita spirituale nella Famiglia di Dio: Elohim.

Sarà pure verso la fine di quei cent’anni che coloro che non avranno scelto il modo di vivere di Dio saranno giudicati degni di morire una seconda volta. Saranno messi a morte in questo momento finale di giudizio. Sarà una punizione eterna che il mondo del cristianesimo tradizionale ha travisato per significare l’essere puniti eternamente. Questo è un concetto malato e perverso ed è blasfemo verso Dio. Dio non ha il tipo di mente che farebbe una cosa così perversa. La verità è che questo concetto rivela il modo di pensare malato che fa parte del pensiero di Satana verso l’umanità.

La morte come punizione eterna per tutti coloro che rifiuteranno il modo di vivere di Dio non è altro che una punizione il cui effetto sarà permanente. Queste persone non saranno mai più resuscitate in vita.

Quindi, alla fine di 7.100 anni di dimora umana su questa terra, l’esistenza umana cesserà una volta per tutte. Sarà a questo punto che finirà il piano di Dio per l’umanità. Quegli esseri umani che saranno stati redenti nel corso dei 7.100 anni precedenti avranno liberamente scelto il modo di vivere di Dio. Al termine dell’Ultimo Grande Giorno l’esistenza umana cesserà. La vita continuerà solo per coloro che saranno resuscitati – cambiati da mortali a immortali — in vita spirituale eterna, come esseri spirituali nella Famiglia di Dio — Elohim.

È sempre stato il desiderio di Dio – parte del Suo piano – di creare gli esseri umani con il fine di averli nella Sua Famiglia. Dio ha creato gli esseri umani, in effetti, con lo scopo più grande di creare una Sua propria Famiglia spirituale. La sua Famiglia viene creata all’interno della vita umana, in un periodo di 7.100 anni. I Giorni Santi di Dio rivelano questo grande piano e il processo necessario per entrare nella Sua Famiglia, una Famiglia che Egli ama al di là della comprensione umana.